Imperversano in queste ore a Milano le polemiche sul futuro collegamento tra la metro 4, in corso di realizzazione, e la "vecchia" metro M3, la linea gialla. Stando a quanto riportato dal blog Urbanfile le due linee della metropolitana milanese saranno collegate tra loro mediante un percorso "a cielo aperto" tra le fermate Missori (sulla linea gialla) e la futura stazione Sforza-Policlinico. Il blog di urbanistica, che nel tempo si è ritagliato un posto importante nel settore e spesso ha fornito anticipazioni e rendering su progetti e cantieri, ha anche ipotizzato il tempo di percorrenza stimata tra le due fermate, quantificandolo in 12 minuti. Tanti, soprattutto per la frenetica vita milanese: e difatti sui social e anche tra i corridoi di Palazzo Marino non sono mancate le polemiche, anche per il fatto di non poter usufruire di un tunnel sotterraneo per cambiare linea della metro, come ad esempio accade adesso alla fermata Lotto tra le linee lilla e rossa.

Il consigliere comunale della Lega Gabriele Abbiati è partito all'attacco, individuando le responsabilità nel Pd: "Sull'interscambio M3/M4 assistiamo all'ennesima assurdità del Pd – ha detto Abbiati – è una scelta inammissibile non prevedere che vi sia la possibilità di passare da una all'altra senza dover salire in superficie. Questo è l'ennesimo atto di pressappochismo della giunta del Partito Democratico che non ha quindi previsto la possibilità di interscambio tra le due linee che però si incrociano – ha aggiunto Abbiati – concordo con chi dice che questa mancanza sia una vera e propria ‘porcata' e ho immediatamente iniziato a raccogliere le firme al fine di convocare a Palazzo Marino i vertici della M4 per spiegarci questa scellerata decisione".

Fabio Terragni (presidente M4): Il progetto originario non prevedeva un collegamento tra M3 e M4″

Proprio il massimo rappresentante della società Metro4, il presidente Fabio Terragni, intervistato da Fanpage.it ha voluto fare un po' di chiarezza: "Il tema è questo: noi quando abbiamo preso in mano la situazione avevamo un progetto, che è quello che è stato approvato al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr), che non contemplava il collegamento tra M3 e M4. Poi, giustamente secondo me, le amministrazioni prima Pisapia e poi Sala hanno deciso che questo collegamento va fatto". In effetti, la prima delibera del Cipe che ha approvato il progetto definitivo della M4 per la tratta Sforza/Policlinico – Linate, come si può leggere dagli atti ufficiali presenti sul sito di M4, è del 6 novembre 2009, quando Milano era governata dalla sindaca di centrodestra Letizia Moratti. La precisazione risponde (e disinnesca) le polemiche del consigliere Abbiati. Restano però quelle legate al collegamento in superficie con un tapis-roulant tipo quelli che si trovano negli aeroporti (o in altre stazioni della metro, come Rho-Fiera o Lambrate Fs, per fare due esempi): "Sono stati studiati diversi tipi di tragitti – spiega il Presidente di M4 – e sono ancora in fase di studio perché non c'è un progetto, si stanno facendo verifiche di fattibilità. Il primo, da sotto al Policlinico, è quello che in linea di principio preferirei ma non è possibile, perché i cunicoli sotterranei esistenti vengono utilizzati dall'ospedale e non è pensabile un uso promiscuo. Ci siamo confrontati con il Policlinico, abbiamo approfondito ma abbiamo dovuto scartarlo. Il collegamento alternativo – aggiunge Terragni – potrebbe essere quello che passa in parallelo alle gallerie e poi fa un ultimo pezzo sotto corso di Porta Romana. Però corso di Porta Romana ha molti problemi di interferenze con i sottoservizi, in particolare una grossa condotta fognaria che scorre sotto, e ci sono i tram che passano sopra. Sarebbe un'opzione costosa e onerosa in termini di impatto urbano: bloccare i tram in corso di Porta Romana non è esattamente indolore", ha spiegato Terragni, consapevole che i cantieri già aperti in città stanno creando non pochi problemi alla circolazione.

Sul collegamento tra M3 e M4: Al momento sono solo ipotesi

"Quindi quello che si sta studiando sono diverse soluzioni che riguardano il collegamento con Missori". Terragni precisa però che "ad oggi non c'è una soluzione che è stata scelta, si stanno studiando diverse ipotesi. I 12 minuti di percorrenza sono illazioni, è solo una delle ipotesi, che avrebbe comunque i suoi pro e i suoi contro: i pro sono che permetterebbe un intervento di riqualificazione di un pezzo della città, largo Richini, quel pezzo vicino a San Nazaro e la stessa via Pantano, oggi poco valorizzata. Però ci rendiamo conto anche dei contro: diciamo che stiamo studiando e valutando". In merito alle tempistiche di una decisione sul collegamento tra le due stazioni Terragni non è in grado al momento di rispondere. Mentre su un'ipotetica consultazione pubblica sulle varie ipotesi Terragni spiega: "Valuterà l'amministrazione, noi stiamo approfondendo con il costruttore gli aspetti tecnici".