La vittima, il 22enne William Lorini
in foto: La vittima, il 22enne William Lorini

Uccise a coltellate il suo socio, William Lorini, 22 anni, dopo una serata trascorsa insieme, sotto l'effetto di alcol e cocaina, per una frase di troppo pronunciata sulla sua compagna. Marco Villa, 27 anni, è stato condannato con rito abbreviato a 30 anni di carcere per il delitto consumato nel maggio 2018. Il gup Tommaso Perna non ha concesso le attenuanti generiche e ha quasi raddoppiato la pena rispetto ai 16 anni chiesti dal pm di Milano Sara Arduini. Il giudice ha anche disposto provvisionali per circa 100 mila euro ai familiari della vittima.

Il pm aveva chiesto di concedere all'imputato le attenuanti generiche sulla base della sua confessione e della sua collaborazione alle indagini. Quindi, partendo da 24 anni, il pubblico ministero, nella sua richiesta, aveva ridotto la pena a 16 anni per via dello sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato.

William: ucciso a coltellate per una banale lite

L'imputato avrebbe più volte cambiato versione sul movente dell'omicidio, che sarebbe dovuto a una lite per futili motivi. I due erano usciti per trascorrere una serata assieme alla compagna di Villa, una donna di 50 anni. Al ritorno verso l'abitazione della donna, in via Meucci a Milano, zona Crescenzago, il 22enne avrebbe fatto un commento sgradito, forse sulla guida della donna. I tre erano probabilmente alterati dalla nottata di eccessi: Villa ha reagito agli insulti alla sua compagna prendendo per il collo il socio, che a sua volta avrebbe reagito dicendogli: "Adesso prendi un coltello e uccidimi se hai il coraggio". Arrivati a casa della compagna, Villa è salito a prendere un coltello da cucina. Lorini ha cercato di difendersi con una livella da muratore, ma è stato raggiunto da due fendenti all'addome. Trasportato all'ospedale San Raffaele, è morto poco dopo il suo arrivo.

"È stata una sentenza giusta", ha commentato la madre di Lorini dopo la lettura della sentenza. Aggiungendo, "ero titubante sulla giustizia italiana, ma per fortunaè andata bene, lo dovevo a mio figlio".