I due ragazzi del centro sociale "Casa Brancaleone" sul tetto da martedì mattina (Foto Facebook)
in foto: I due ragazzi del centro sociale "Casa Brancaleone" sul tetto da martedì mattina (Foto Facebook)

Non si arresta la protesta dei militanti del centro sociale "Casa Brancaleone" di Milano dopo lo sgombero iniziato nella mattinata di martedì 21 gennaio, a causa dell'occupazione abusiva dal 2017 di uno stabile in piazza Alfieri, a pochi passi dalla stazione Bovisa. Due anarchici – entrambi di circa 30 anni – del centro sociale si sono rifugiati sul tetto dell'edificio per evitare di essere sbattuti fuori dalle forze dell'ordine e sono lì da ormai tre giorni e tre notti al freddo. In loro "soccorso" sono intervenuti i vigili del fuoco che, con l'ausilio del braccio meccanico di un'autopompa, hanno distribuito loro dei sacchetti contenenti cibo. Inoltre, in segno di solidarietà, i loro compagni del centro sociale hanno organizzato un presidio in piazza Alfieri proprio di fronte al palazzo oggetto di sgombero.

Gli ultimi precedenti milanesi

A Milano gli sgomberi sono numerosi: 2.375 sono quelli effettuati ad esempio nel 2019 nei soli caseggiati Aler. Negli anni scorsi si erano registrati scontri e tensioni anche in zona Lorenteggio/Giambellino: in un caso l'intervento delle forze dell'ordine per sgomberare un appartamento occupato abusivamente trovò la ferma opposizione del "Comitato abitanti Giambellino Lorenteggio", con una trentina di militanti del gruppo che organizzò un mini corteo per opporsi al fermo dell'abusivo sgomberato. L'ultima operazione simile a quella portata avanti in questi giorni in piazza Alfieri a Milano risale all'agosto del 2019 in via Cozzi quando venne sgomberato uno stabile occupato dal collettivo anarchico "I pirati". In quel caso non vennero registrati incidenti o tensioni.