Tamara Masia, la donna di quarantatré anni arrestata la scorsa notte dai carabinieri per aver sfregiato con l'acido un giovane di 28 anni in piazza Gae Aulenti a Milano, stava dando la caccia alla sua vittima da due giorni. È quanto emerge dall'inchiesta che ha portato all'arresto della donna a Genova da parte dei carabinieri su disposizione della Procura di Milano.

Notata sotto casa del 28enne sfregiato

Il giorno prima dell'aggressione, lo scorso venerdì 3 gennaio, era stata infatti notata dai vicini di casa del ragazzo mentre si aggirava con fare sospetto con una bottiglia in mano, dei grandi occhiali da sole, un cappello e una sciarpa a coprigli il volto. Forse stanca di aspettare o preoccupata di dare nell'occhio, si è allontanata prima dell'arrivo delle forze dell'ordine allertate dai vicini.

Era già stata denunciata due volte per stalking

Una circostanza che per gli inquirenti rafforza l'ipotesi della premeditazione del gesto della 43enne, detenuta nel carcere di Marassi in attesa dell'interrogatorio di garanzia da parte del Gip. Non sembrerebbero esserci dubbi sul movente dell'aggressione: il 28enne, di professione barista in un locale di Milano, aveva deciso di interrompere la loro frequentazione, iniziata dopo essersi conosciuti su un sito di incontri. Da quel momento il ragazzo era diventato per la donna una vera e propria ossessione: da quanto si apprende era già stata denunciata due volte per stalking.

Sfregiato con l'acido: "Gli occhi sono salvi"

Il ragazzo rimasto ferito è stato colpito per strada prima con dello spray al peperoncino, poi la donna li ha versato l'acido sulla testa procurandogli ustioni anche sul collo e sul viso. Ricoverato da quanto si apprende la funzionalità degli occhi è salva. In tasca quando è stata fermata aveva anche un grosso coltello da cucina.