L'ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, è stato condannato dalla Corte dei conti a un maxi risarcimento per la vicenda dell'acquisto di alcune azioni della Milano-Serravalle da parte dell'ente che presiedeva. La decisione è arrivata in appello, dopo che in primo grado la magistratura contabile aveva assolto Penati e altre 11 persone dall'ipotetico danno erariale e dopo che, in sede penale, la procura di Monza aveva archiviato le accuse nei confronti dell'ex presidente della Provincia. In totale, l'ammontare del risarcimento chiesto dalla Corte dei conti a Penati e alle altre 11 persone condannate assieme a lui è di 44,5 milioni di euro. All'ex presidente della Provincia di Milano viene contestato un danno erariale pari a circa 20 milioni, altri 14,8 milioni sono stati chiesti all'allora segretario generale della Provincia di Milano Antonio Princiotta, mentre due tranche da 4,9 milioni dovranno essere restituite dagli allora capo di gabinetto e direttore generale Giordano Vimercati e Giancarlo Saporito e da altre otto persone.

Per la Corte dei conti le azioni della Serravalle vennero acquistate a un prezzo maggiorato

Il 66enne Filippo Penati, con alle spalle una lunga militanza politica iniziata nel Pci e culminata poi (dopo un periodo di sospensione per altre vicende giudiziarie) nel Pd, è stato presidente della Provincia di Milano dal 2004 al 2009. I fatti contestati dalla magistratura contabile risalgono al 2005: in quella data la giunta da lui guidata acquistò il 15 per cento delle azioni della società Milano-Serravalle (attualmente concessionaria dell’Autostrada A7, da Milano a Serravalle Scrivia, e delle tre tangenziali milanesi) dal gruppo Gavio. Secondo la procura della Corte dei Conti, e adesso anche secondo i giudici d'appello, il valore di quelle azioni venne sopravvalutato, causando così un danno erariale alla Provincia e al Comune di Milano di circa 100 milioni di euro. Nel 2015 Penati e gli altri componenti della sua giunta che deliberarono quell'operazione erano stati assolti: adesso è arrivata invece la condanna in appello contro la quale il legale di Penati, Carlo Cerami, ha già preannunciato provvedimenti: "Stiamo valutando la revocazione della sentenza e ogni possibile rimedio", ha detto l'avvocato al quotidiano "La Repubblica".