Il Cenacolo Vinciano, capolavoro del genio del Rinascimento, torna ad accogliere i visitatori dopo quasi tre mesi di chiusura. "Un'emozione enorme, un impegno grandissimo e una grande attesa per qualcosa che sarà qualcosa di nuovo, ma che ha ridato senso a questo luogo". Così Michela Palazzo, direttrice del Museo del Cenacolo di Milano, ha riassunto a Fanpage.it cosa ha significato la riapertura, avvenuta a partire dal 9 giugno dopo l'adozione di rigidissime misure di sicurezza.

Le nuove misure: si entra in 5 alla volta

Già prima dell'emergenza Coronavirus, tra l'altro, la particolarità realizzativa del capolavoro di Leonardo Da Vinci – realizzato con una tecnica sperimentale mista su intonaco alla fine del Quattrocento che lo rende particolarmente sensibile all'umidità – imponeva particolari condizioni nelle visite: poche persone alla volta, introdotte in un ambiente climatizzato dopo un passaggio in una sorta di camera di compensazione tra l'atmosfera interna e quella esterna. Dal 9 giugno le condizioni sono ancora più rigide: si entra in massimo 5 alla volta, con l'obbligo di indossare mascherine e la presenza di dispenser per l'igiene delle mani in vari luoghi del museo e dell'ex refettorio del convento adiacente al Santuario di Santa Maria delle Grazie che ospita quello che è universalmente noto come l'Ultima cena di Leonardo: "Ci siamo attrezzati in maniera da garantire a tutti i visitatori e anche al personale che lavora con noi il massimo della sicurezza lavorando su due fronti, il distanziamento e la possibilità di igiene: quindi gel e la possibilità di lavarsi di frequente le mani: un ambiente sicuro", ha spiegato Emanuela Daffra, Direttrice regionale Musei Lombardia.

Già venduti tutti i biglietti di giugno

"La speranza che avevamo era quella che i tanti milanesi, lombardi e italiani che non fossero mai stati qui cogliessero questa opportunità di vedere quest'opera in condizioni di tranquillità estrema – ha spiegato la direttrice Palazzo -. Questo messaggio è arrivato". In effetti, dopo i primi giorni in cui i più intraprendenti sono riusciti a trovare un biglietto prenotandosi online (la prenotazione è obbligatorio), in poco tempo sono andati esauriti tutti i biglietti per giugno, come si può vedere sul sito. La soddisfazione, per chi è riuscito a visitare il Cenacolo, è stata enorme: "Essere gli unici dentro a goderselo è una bellissima sensazione", ha raccontato una delle prime visitatrici.

Un patrimonio chiuso è un patrimonio dimezzato, perde di senso

L'anno scorso erano stati 445.728 i visitatori del Cenacolo, che ne avevano fatto il quindicesimo museo più visitato d'Italia. Sarà naturalmente difficile eguagliare quei risultati, ma l'importante è che il capolavoro abbia ritrovato il suo senso: quello di poter essere ammirato, condiviso, vissuto in una maniera ancora più intima per via delle nuove norme da chi gli sta intorno. "Un patrimonio chiuso è un patrimonio dimezzato – ha sottolineato la direttrice Daffra – non perde di valore ma perde di senso, perché il senso è in funzione delle comunità che gli stanno intorno".

(Interviste di Davide Arcuri e Carla Falzone)