(Immagine di archivio LaPresse)
in foto: (Immagine di archivio LaPresse)

Giacca e cravatta, scarpe classiche, zainetto sulle spalle. Uno dei tanti, tantissimi impiegati che affollano la metropolitana milanese a qualunque ora del giorno. Questo di cui parliamo è diverso, è un 26enne insospettabile. La mattina del 30 ottobre sta andando a lavoro quando incrocia una donna di 45 anni sul treno che sta per fermare alla stazione di Crocetta. La punta, scende con lei, la segue sulle scale mobili. Si posiziona un gradino dietro e qui – in giacca, cravatta e zainetto – inizia a masturbarsi. In pochi secondi, neppure il tempo di salire in cima, eiacula sul retro della sua giacca.

La donna non si era accorta di nulla

La donna non si accorge di nulla, a dirle cosa è successo è una testimone, una donna di 48 anni che riesce a guardare bene in faccia il maniaco. Quando però avverte la vittima, il 26enne è già lontano. La 45enne decide comunque di sporgere denuncia e la polizia trova conferma al racconto guardando le telecamere del sistema di sorveglianza. Quel viso, però, non è noto a nessuno e le indagini non hanno sviluppi immediati.

L'insospettabile riconosciuto da una testimone

L'8 novembre c'è la svolta. La testimone, che ha buona memoria, incrocia il maniaco nella stessa stazione e non tira dritto. Va dal personale Atm e spiega velocemente cosa ha fatto quel ragazzo. Intanto viene avvertita la polizia che in pochi minuti raggiunge la stazione e blocca il passeggero in banchina. Appena vede gli agenti, l'impiegato ammette tutto senza bisogno di fargli domande. L'unica cosa che non è stato in grado di spiegare è cosa lo abbia spinto. Dovrà raccontarlo al giudice quando finirà in aula: è stato denunciato per violenza sessuale.