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"Se non si sa dove intervenire i soccorsi non possono partire". È partito da questo dato di fatto Alberto Zoli, direttore dell'Azienda regionale emergenza urgenza, per spiegare qual è l'obiettivo di Areu per la fine di quest'anno o quello immediatamente successivo. E cioè la geolocalizzazione automatica di tutte le chiamate che arrivano al 112, il Numero unico di emergenza di cui ieri, martedì 11 febbraio, si è celebrata la Giornata europea. Nel corso di un incontro alla prefettura di Milano Zoli ha diffuso alcune cifre relative al servizio ma ha soprattutto parlato del prossimo futuro: "La geolocalizzazione è il punto centrale del nostro servizio. Se non si sa dove intervenire i soccorsi non possono partire. Gli smartphone di nuova generazione ci consentiranno di avere una geolocalizzazione con il gps direttamente anche se non si è in possesso della app Where Are You (app già disponibile che consente appunto di inviare una richiesta di soccorso geolocalizzata dallo smartphone, ndr) Sarà tutto automatico – ha spiegato Zoli -. Riusciremo a prendere anche la fascia di utenza che non ha scaricato la app. Entro la fine dell'anno il servizio sarà effettivo in tutto il territorio nazionale".

L'altra sperimentazione che Areu ha intenzione di effettuare riguarda il passaggio della chiamata dal centralino del 112 a quello adibito alla specifica emergenza, come questura o 118: un passaggio che in futuro sarà sempre meno avvertibile da parte dell'utente che chiama il Nue. Il prefetto di Milano Renato Saccone ha elogiato il servizio di "filtraggio" operato dal 112, che ha consentito di ridurre del 50 per cento le chiamate alle diverse centrali operative. Solo a Miano ci sono state 900mila chiamate in menso, una riduzione che corrisponde, ha sottolineato il prefetto, ad un aumento degli operatori "che invece che al centralino sono in pattuglia".

Nel 2019 a Milano quasi 2 milioni di chiamate al 112: la metà non sono emergenze

Nel corso dell'incontro in prefettura il direttore di Areu ha poi diffuso alcuni dati del servizio relativi al 2019. A Milano le chiamate al 112 sono state 1 milione e 767mila, ma di queste la metà non sono emergenze. I tempi medi di attesa nel capoluogo lombardo sono 4,9 secondi, inferiori a quelli relativi alla Lombardia (5,5 secondi) e al resto d'Italia (7,5 secondi). Inferiori a Milano anche i tempi medi del processo di attivazione dei soccorsi: sono 48,1 secondi nel capoluogo lombardo, contro i 54 secondi in Lombardia e i 55 secondi in Italia. In tutta la Penisola le richieste di intervento sono state circa 12 milioni, mentre in Lombardia le chiamate al 112 sono state 4 milioni e 645mila. Zoli ha infine chiarito che, al momento, la sede di Areu resterà in via Cagni: si era parlato di un possibile trasferimento nell'area Mind, l'ex sede di Expo.