È stato condannato all'ergastolo Alessandro Garlaschi, il tranviere che nella notte tra il 6 e 7 febbraio scorso uccise Jessica Valentina Faoro, la ragazza 19enne che ospitava nel suo appartamento di via Brioschi a Milano. La decisione del giudice dell'udienza preliminare, Alessandra Cecchelli, è giunta con rito abbreviato così come richiesto dall'avvocato dell'uomo. Garlaschi è stato condannato anche all'isolamento diurno: l'uomo infatti oltre che per omicidio, è stato accusato anche di vilipendio di cadavere (tentò di bruciare il corpo della giovane) e di sostituzione di persona (fece credere per settimana a Jessica che la moglie in realtà fosse sua sorella). Il padre e la madre della vittima dovranno poi essere risarciti di 25mila euro ciascuno, il fratello di 50mila euro mentre il comune di Milano di 10mila, che si erano tutti costituiti parte civile. Le motivazioni delle sentenza verranno depositate entro 90 giorni.

Il padre di Jessica: "Felice per questa sentenza"

Ha esultato Stefano Faoro, padre di Jessica: "Sono felice per questa sentenza: ma so che non mi ridarà mia figlia, non mi ridarà un futuro". L'uomo però sottolinea come in realtà non nutra alcun rancore verso il tranviere: "Non lo odio, provo solo indifferenza per lui, è un uomo inutile". Anche la madre della 19enne ha commentato la sentenza: "Speravo in questo ergastolo, anche se non mi ridarà indietro mia figlia". Il movente del delitto, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un approccio sessuale tentato dall'uomo e respinto dalla ragazza. Jessica, una giovane dal passato difficile nonostante la giovane età, era ospite da alcuni giorni del tranviere e ripagava l'uomo svolgendo alcuni lavori domestici. Nell'abitazione viveva anche la moglie di Garlaschi, anche se l'uomo aveva tenuto nascosto la relazione alla giovane dicendole che si trattava della sorella.