L'avrebbe soffocata per non farla urlare, perché al culmine dell'ennesimo litigio in soli pochi mesi di frequentazione, Carlo Pietro Artusi, non ne poteva più della compagna Roberta Priore. E così ha preso un cuscino e l'ha premuto contro il suo viso almeno due volte fino a ucciderla. La confessione del 48enne che ha ucciso la compagna nel suo appartamento di Milano, in via Piranesi 19, è confusa ma sembra descrivere alla perfezione quanto accaduto. La cena fuori, la gelosia, il litigio, la droga, l'omicidio. "Non era mia intenzione ucciderla. Io l’amavo. Ho distrutto tutto in un attimo", ha concluso l'uomo dopo la lunga confessione agli investigatori che l'hanno fermato poche ore dopo il ritrovamento del cadavere di Roberta, avvenuto lunedì pomeriggio dopo i solleciti allarmati della figlia della 53enne che non riusciva d da ore a contattare la madre.

L'assassino: lei mi insultava e flirtava con un cliente al bancone

Originario di Pistola, Artusi era a Milano da pochissimo tempo, e da ancora meno aveva iniziato una relazione con Roberta. Una relazione che stando a quanto dichiarato dai vicini di casa della donna e poi confermato dai diversi interventi nel suo appartamento da parte dei carabinieri più volte allertati dai condomini spaventati dalle urla e dai vicini, non sarebbe mai stata serena. Disoccupato l’uomo, che agli inquirenti si è definito libero professionista, avrebbe anche problemi di tossicodipendenza. I due, come spiegato dallo stesso 48enne avrebbero consumato della cocaina di ritorno dalla serata in un locale in zona Ortica. Una volta giunti nell'appartamento della donna però avrebbero continuato proprio il litigio scoppiato quando i due erano fuori: "Mi insultava e flirtava con un cliente al bancone", avrebbe farneticato Artusi. Poi la donna lo avrebbe aggredito, gli avrebbe lanciato contro degli oggetti fino a prendere un coltello e scagliarsi verso di lui. Una vera e propria colluttazione terminata solo quando l'uomo ha preso un cuscino e l'ha premuto sul volto della donna fino a toglierle il respiro: "Non volevo che urlasse", ha ripetuto. Il corpo senza vita della donna è stato rinvenuto martedì pomeriggio: i vigili del fuoco l'hanno trovata per terra, in mezzo al disordine. Accanto a lei il cuscino utilizzato per ucciderla.