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È svolta a Milano dove ieri il Consiglio comunale ha approvato un emendamento per introdurre l'obbligo di un patentino per i padroni di alcune razze di cani, considerate potenzialmente pericolose. La lista delle razze in questione sarà discussa nella prossima seduta del Consiglio, anche se tra i cani menzionati, ma non ancora in lista, ci sono American Bulldog, cane da pastore del Caucaso, Dogo argentino, Pit Bull, Bull Terrier, American Staffordshire Terrier, Cane Corso. Per ottenere il patentino sarà necessario seguire un corso di tre giorni all'Ats per imparare a gestire gli animali.

Il patentino è un fatto di educazione: così da rischiare il minimo

L'emendamento, a prima firma del consigliere del Pd, Carlo Monguzzi, modifica il Regolamento degli animali ed è stato approvato con 24 voti favorevoli e 6 contrari. Contraria all'emendamento l'opposizione di centrodestra e il Movimento 5 stelle. Ma il garante degli animali del comune di Milano avverte: "Ci sono razze potenzialmente pericolose, perché selezionate dall'uomo con una certa morfologia. Un bravo addestratore può portare in giro queste razze con il rischio minimo. Il patentino è un fatto di educazione, è un corso di tre giorni che l'Ats si è resa disponibile a fare".

Il nuovo Regolamento degli animali: le novità

Il nuovo regolamento per il benessere e la tutela degli animali del Comune di Milano è sul tavolo ormai da diverse settimane, in attesa di essere approvato. Già verso la fine del 2019 erano emersi alcuni dettagli circa le nuove direttive che riguardavano la salvaguardia degli amici a quattro zampe, come l'eliminazione dell'obbligo di museruola nelle aree cani per tutte le razze e il divieto dell'utilizzo del collare "a strozzo" che dovrà lasciare spazio a quello "a pettorina". Inoltre, ci saranno novità riguardanti anche l'utilizzo degli animali nei circhi, luoghi nei quali sarà vietato intrattenere il pubblico con grandi felini ed elefanti. Queste modifiche avrebbero trovato concordi sia il Pd che parte delle opposizioni, ormai pronte a votarle e approvarle in Consiglio.