Il partigiano Savino Frascari (Foto dalla pagina Facebook di Roberto Cenati)
in foto: Il partigiano Savino Frascari (Foto dalla pagina Facebook di Roberto Cenati)

In "questi giorni tristissimi", come ha ricordato il presidente della sezione milanese dell'Anpi, Roberto Cenati, è morto a Milano il partigiano Savino Frascari. Aveva 92 anni e col nome di battaglia "Pancia" aveva combattuto attivamente i nazifascisti sull'Appennino, fino alla Liberazione. Frascari era nato nel 1928 a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, ma dopo la Seconda guerra mondiale si era trasferito a Milano, nella zona di Affori, partecipando attivamente alle attività dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia della cui sezione afforese era socio e anima. Iscritto fin dal periodo bellico al Partito comunista italiano, ne era stato attivista nel Secondo dopoguerra. A ottobre 2016 aveva ricevuto dal ministero della Difesa il "diploma di partigiano".

Era entrato nei Gap a 16 anni: per nove mesi ha combattuto sull'Appennino

Un titolo che Frascari si era comunque già ampiamente conquistato sul campo di battaglia. All'età di 16 anni "Pancia" era entrato dei Gruppi di azione patriottica (i Gap) e dopo pochi mesi, a causa dei rastrellamenti dei nazifascisti, aveva seguito il fratello "Fufi" che era al comando di un distaccamento partigiano. Frascari si era poi ritirato sui monti dell'appennino Tosco-emiliano: lì aveva assunto il suo nome di battaglia entrando a far parte della XXVIesima brigata Garibaldi e del IX distaccamento, e per nove mesi aveva partecipato attivamente, muovendosi tra i diversi comuni della zona, alla guerra di Liberazione. Frascari, attualmente iscritto alla sezione dell'Anpi di Affori, ha continuato a partecipare alle attività dell'associazione fino all'ultimo: "Lo ricorderemo sempre con affetto e riconoscenza", ha scritto Roberto Cenati su Facebook.