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Sono state assolte dal tribunale di Milano l'ostetrica e la ginecologa accusate di omicidio colposo nel caso di Claudia Bordoni, la donna di 36 anni morta nel 2016 insieme ai due feti che portava in grembo. La decisione è stata presa dal giudice Vincenza Papagno dopo la richiesta di assoluzione del pubblico ministero Maura Ripamonti. La Bordoni è morta alla clinica Mangiagalli, una delle eccellenze milanesi in termini di parti, dopo aver accusato una forte emorragia interna, così come confermato dall'autopsia.

La clinica e la famiglia avevano trovato un accordo economico nel marzo scorso

Trasferita d'urgenza dall'ospedale San Raffaele alla clinica Mangiagalli, dove vi è un intero reparto dedicato alla terapia intensiva neonatale, i dottori avevano fatto il possibile per salvare la vita dei due feti con un cesareo d'urgenza: i figli della donna però erano già morti. Nel marzo del 2019, la Mangiagalli ha trovato un accordo economico con il marito della donna e con i genitori di lei che hanno deciso di non costituirsi parte civile nel processo. Le motivazioni dell'assoluzione sono state depositate entro 90 giorni. Subito dopo la tragedia, il Policlinico – cui la Mangiagalli è afferente – aveva diramato un comunicato stampa dove si diceva vicino "alla famiglia in questo momento di gravissima perdita, così come siamo accanto alla nostra squadra di esperti per dare loro tutto il nostro appoggio". L'ospedale milanese aveva poi ribadito "piena fiducia nell’operato dei nostri medici e delle nostre ostetriche". Fiducia giustamente riposta, così come stabilito oggi – lunedì 17 febbraio 2010 – dal Tribunale di Milano.