Antonio Cianci – Foto Corriere.it
in foto: Antonio Cianci – Foto Corriere.it

Dieci euro e un telefono cellulare. Per questo misero bottino Antonio Cianci, 60enne ergastolano in permesso premio dal carcere di Bollate, ha quasi ucciso un anziano di 79 anni incontrato all'ospedale San Raffaele di Milano. Il dettaglio relativo alla rapina avvenuta sabato pomeriggio, riportato dal quotidiano "Il Giorno", aggiunge ulteriori elementi di riflessione su una vicenda che ha suscitato enormi polemiche. Cianci, pluriomicida, stava usufruendo di un permesso premio di 12 ore: in base a una relazione del carcere di Bollate, penitenziario modello dove era arrivato nel 2017, l'uomo dopo 40 anni di carcere era cambiato ed era maturato.

La vittima è fuori pericolo

Eppure quell'uomo che nel 1974 aveva ucciso il metronotte Gabriele Mattetti e nel 1979 aveva freddato i tre carabinieri Pietro Lia, Michele Campagnuolo e Federico Tempini, nel pomeriggio di sabato si è recato, armato di taglierino, all'ospedale San Raffaele in cerca di una preda da rapinare. Dopo essersi mimetizzato tra medici e infermieri grazie a una tuta dell'ospedale, al piano meno uno ha incrociato lo sfortunato 79enne che, allontanatosi un attimo dalla stanza della moglie ricoverata, si era recato ai distributori automatici per prendersi un caffè. Cianci lo ha aggredito alle spalle, gli ha puntato il taglierino alla gola e, dopo aver arraffato il misero bottino, ha affondato la lama nel collo del 79enne. Avrebbe potuto ucciderlo, ma fortunatamente il colpo non ha raggiunto la giugulare: l'anziano non è più in prognosi riservata e dovrebbe essere dimesso tra qualche giorno.

Tra oggi e domani l'interrogatorio di garanzia

Tra oggi e domani si terrà l'interrogatorio di garanzia di Cianci, che potrebbe aiutare a chiarire il movente di un'aggressione così brutale. Per il 60enne il pubblico ministero che indaga sulla vicenda, Nicola Rossato, ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere. Proseguono le verifiche anche sul permesso premio accordato all'ergastolano: il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha inviato i suoi ispettori per esaminare la vicenda. Intanto la figlia di una delle vittime di Cianci ha espresso tutta la sua indignazione per l'episodio: "Sono sconvolta dal fatto che si sia permesso a questo essere ignobile, che massacrava senza pietà, di mettere un'altra famiglia in condizioni di dolore, calpestando e oltraggiando, tra l'altro, ancora la memoria di mio padre e dei suoi colleghi", ha commentato Daniela Lia, figlia del carabiniere Pietro.