Alessandro Gallelli
in foto: Alessandro Gallelli

"Il carcere uccide". Di carcere si muore. Questo il senso della protesta di due madri davanti al tribunale di Milano. Oggi le donne hanno dato vita a un presidio, assistite dagli attivisti di "Olga – È ora di liberarsi dalle galere", collettivo milanese che si batte contro il regime carcerario e la tortura. A manifestare sono state le madri di Alessandro Gallelli e di Francesco Smeragliuolo, due ragazzi morti in carcere. Il primo è morto il 18 febbraio 2012 nella cella numero 5 del reparto psichiatrico del carcere di San Vittore, a Milano. Alessandro aveva 21 anni: venne trovato impiccato e si parlò di suicidio. Ma la famiglia non si è mai rassegnata a questa ricostruzione e il prossimo 13 dicembre il giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Mannocci dovrà decidere se archiviare il caso o riaprirlo alla luce di una perizia di parte che dice che Alessandro non si suicidò, ma fu ucciso da qualcuno che poi simulò il suicidio. Potrebbe essere una svolta clamorosa: anche per questo la sezione milanese di Potere al Popolo ha organizzato per la mattina del 13 dicembre un nuovo presidio di solidarietà alla famiglia del giovane.

61 suicidi in carcere dall'inizio dell'anno

Francesco Smeragliuolo morì invece l'8 giugno del 2013 nel carcere di Monza. Aveva 22 anni ed era stato arrestato solo pochi giorni prima, il primo maggio, con l'accusa di rapina. Il suo decesso, secondo l'autopsia, fu dovuto a un arresto cardiocircolatorio. Anche la famiglia di Francesco ha lottato per cercare di fare luce su quanto avvenuto al figlio dietro le sbarre, ma il suo caso è stato archiviato. Le mamme dei due ragazzi "sono madri che non si sono fatte piegare dal dolore e dai tentativi di insabbiare le responsabilità", ha scritto il collettivo Olga in un volantino, aggiungendo che "sono 61 i morti suicidi dall'inizio dell'anno, 135 quelli totali, tantissimi i tentativi, gli atti di autolesionismo sono alcune migliaia. Il carcere uccide!".