Milano, incendio nell’oasi verde di piazza d’Armi: si alza un’alta colonna di fumo nero

A cura di Simone Gorla
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(Foto Facebook Stefano Mansi)
Un incendio è divampato nel pomeriggio all’interno dell’area verde di piazza d’Armi a Milano. Un’alta colonna di fumo nero si è levata, ben visibile in tutta la zona, suscitando la preoccupazione dei residenti dell’area. Sul posto sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco, che hanno riportato la situazione sotto controllo.

Un incendio è divampato nel pomeriggio all'interno dell'area verde di piazza d'Armi a Milano. Un'alta colonna di fumo nero si è levata, ben visibile in tutta la zona, suscitando la preoccupazione dei residenti dell'area. Stando a quanto riferito dai vigili del fuoco, ad andare a fuoco sarebbero state alcune strutture di legno e paglia nelle vicinanze di via San Giusto.

Incendio nell'area di piazza d'Armi: in azione tre squadre dei vigili del fuoco

Sul posto sono intervenute tre squadre di vigili del fuoco con un'autobotte, riuscendo a riportare la situazione sotto controllo. Attorno alle 20 erano ancora in corso le operazioni si spegnimento e smassamento. Non risultano persone ferite o intossicate. Ancora sconosciute le cause del rogo. La colonna di fumo si è levata proprio alle spalle dell'ospedale San Carlo ed è ben visibile in tutti i quartieri limitrofi, dove si è avvertito anche un forte odore acre.

L'area contesa tra comitati e progetti edilizi: nel Pgt "salvato" il 75 per cento del verde

La zona dove è divampato l'incendio fa parte di un'ampia area che un tempo veniva usata per le esercitazioni militari, in zona Forze armate, da tempo al centro di una lotta tra i comitati di residenti e ambientalisti, che vorrebbero preservare l'oasi verde che si è formata spontaneamente durante gli anni di abbandono, e i progetti edilizi per costruire nell'area residenze e uffici. Nel Piano di governo del territorio, approvato proprio questa sera a Palazzo Marino, è stato stabilito che il 75 per cento della superficie sarà destinata a verde, mentre sul 25 per cento dell’area sorgeranno edifici per servizi e abitazioni.

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