Il ponte dedicato ad Alda Merini brandizzato Disney in occasione dell’uscita del nuovo film "Frozen"
in foto: Il ponte dedicato ad Alda Merini brandizzato Disney in occasione dell’uscita del nuovo film "Frozen"

Lo scorso 6 novembre alla presenza tra gli altri dell'assessore Del Corno e della presidente Associazione Alda Merini Marina Bignotti, è stato intitolato il ponte di via Corsico lungo il Naviglio Grande a Milano, ad Alda Merini. Sotto la pioggia battente che da giorni scandisce la quotidianità dei milanesi, in tanti si sono riuniti per rendere omaggio alla poetessa dei Navigli, da sempre amata anche dai più giovanissimi. E così a dieci anni dalla sua scomparsa la sua città, quella Milano che la Merini ha amato e raccontato nei suoi versi così intimi, l'ha onorata così, con una targa apposta alla base di quel ponte che lei per anni ha attraversato quasi quotidianamente, spesso fermandosi ad ammirarne i passanti.

Oggi, a distanza di quasi 20 giorni, quella targa non è già più visibile. No, nessuno l'ha imbrattata, né danneggiata, né è stata tolta. Nessun atto di vandalismo. Semplicemente davanti a quella targa c'è la statua di "principessa", amata da grandi e piccini e protagonista di un nuovo cartoon in uscita e tra i più attesi degli ultimi tempi. E così in occasione del lancio del film, il ponte è stato letteralmente trasformato in un viale d'autunno: foglie arancioni e rosse a ricordare la stagione del momento e le due sorelle protagoniste del film ad accogliere i passanti. Un foliage d'effetto che altro non che l'ennesima operazione di marketing in vista del Natale, a Milano e in uno dei luoghi più trafficati in particolare in questo periodo che precede le festività natalizie. Un luogo assolutamente instagrammabile che in poco tempo finirà sicuramente in formato foto e video sui cellulari e sui social di tantissimi: non c'è nulla di male, sia ben chiaro. È chiaro però anche come sia facile che qualunque angolo della città possa trasformarsi in una preda delle aziende che intendono sponsorizzare, tramite spesso cospicui pagamenti, i propri prodotti.

Alda Merini ha forse atteso troppo affinché la città le riconoscesse un luogo che fosse suo. Lei che ha avuto il merito di far avvicinare i giovani alla poesia, lei che ha saputo parlare di donne anche agli uomini, lei che ha sdoganato sofferenza e imperfezione. Ecco, forse, e dico forse, sarebbe stato giusto lasciare quel luogo a lei, lasciare quella targa che la ricorda, scoperta, e continuare così a onorare la sua memoria. Almeno per qualche altro giorno. Dopotutto la città è piena di angoli, ponti, strade e palazzi. Il marketing ha le sue logiche e così le ha la città di Milano, ma a volte basterebbe anche semplicemente del buon senso.