Gli schiamazzi dei bambini e dei ragazzini impegnati a rincorrere un pallone. I richiami degli allenatori e i fischietti degli arbitri. Sono questi i rumori che sono finiti al centro della denuncia di alcuni residenti nella zona Bande Nere, a Milano, esasperati dalla presenza di una scuola calcio (la U.S. Orione) vicino alle loro abitazioni. E il cui titolare è stato condannato da un giudice (con un decreto penale) al pagamento di una sanzione di 90 euro per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.

La notizia, riportata dal quotidiano "La Repubblica", è destinata a creare polemiche. Perché se da un lato il rispetto della quiete dei residenti è sacrosanto, dall'altro lo è anche il garantire a bambini e ragazzi spazi ricreativi e di socialità che possano in molti casi allontanarli da altre occupazioni più pericolose. E alla base, soprattutto, la multa imposta dal giudice fa sorgere una domanda: davvero giocare a calcio può costituire reato?

Il titolare della scuola: "Il campo è nato prima dei palazzi"

La questione è di difficile risoluzione. Dopo la denuncia dei residenti (presentata lo scorso aprile), i tecnici dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente hanno in effetti accertato come il rumore, rilevato nelle abitazioni vicine al campo, superi i limiti di legge. D'altro canto, però, il presidente della scuola calcio, Giovanni Uggeri, sottolinea due aspetti: il primo è che il campo è nato prima della costruzione dei palazzi vicini, negli anni Quaranta. Il secondo è che, nonostante la maggiore anzianità, proprio per rispetto del quieto vivere durante la settimana sono in vigore dei regolamenti per limitare gli schiamazzi. Ai residenti evidentemente tutto ciò non sembra abbastanza. Il titolare, dal suo canto, tramite un avvocato ha presentato opposizione al decreto penale.