video suggerito
video suggerito

Milano, i giudici: “Sì alla trascrizione dell’atto di nascita dei gemelli con due papà”

La Corte d’appello di Milano ha ordinato di trascrivere all’anagrafe del capoluogo lombardo i certificati di nascita di due gemellini nati in California con la “maternità surrogata” da due papà, sposati tra loro. I bambini, anche se definiti gemelli e con entrambi i cognomi dei genitori, per la legge italiana restano però figli del solo papà biologico.
A cura di Francesco Loiacono
10 CONDIVISIONI
Video thumbnail
(Immagine di repertorio)
(Immagine di repertorio)

Dopo il caso di Ruben, il bambino con due mamme il cui certificato di nascita è stato trascritto all'anagrafe di Napoli (tra mille battaglie giudiziarie), anche a Milano due bambini nati con la maternità surrogata in California da due papà sposati tra loro vedranno riconosciuto, almeno in parte, il loro status. Lo ha deciso la Corte d'Appello del capoluogo lombardo, dinanzi alla quale i papà dei due bimbi (che hanno 15 mesi) si era rivolta dopo che un ufficiale di stato civile milanese aveva rifiutato la richiesta dei genitori ritenendola contraria all'ordine pubblico. L'ufficiale aveva motivato la sua rinuncia sia perché i bambini erano nati con la tecnica della maternità surrogata, vietata in Italia dalla legge 40, sia perché riportavano i cognomi di entrambi i papà. In primo grado il tribunale aveva rigettato il ricorso dei genitori, che hanno però deciso di non arrendersi.

Adesso i giudici d'appello, come riporta un comunicato della Rete Lenford, hanno ordinato all'ufficiale di Stato civile milanese di trascrivere integralmente nel registro degli atti di nascita i certificati dei due gemellini. Restano alcuni paradossi: i bambini, figli di entrambi i papà negli Stati Uniti, per la legge italiana rimangono figli del solo papà biologico – come indicato negli atti di nascita -, benché riportino il cognome (doppio) di entrambi i papà e nonostante siano definiti "gemelli" proprio nella sentenza della Corte d'Appello.

Le motivazioni della Corte di Appello

Secondo i giudici della Corte di appello gli atti di nascita dei due gemelli non contrastano con l'ordine pubblico. Il compito del giudice, ha spiegato la Corte, è quello di salvaguardare l'interesse preminente dei minori, che si sostanzia nel diritto a conservare lo status di figlio, a circolare liberamente nel territorio italiano ed europeo, ad essere rappresentato dal genitore nei rapporti con le istituzioni italiane, e a preservare la propria identità. Ad assistere i due genitori, soci dell'associazione Famiglie Arcobaleno, sono stati gli avvocati di "Avvocatura per i diritti Lgbti – Rete Lenford" Manuel Girola e Luca di Gaetano e il dottorando di ricerca in giurisprudenza Giacomo Cardaci: "Il decreto della Corte di appello rappresenta un importante passo avanti nella battaglia per il riconoscimento dei rapporti giuridici di filiazione insorti tramite la ‘gestazione per altri' – ha affermato quest'ultimo –. L'ordinamento giuridico deve assicurare uguale protezione e dignità a tutti i bambini. Il merito del risultato raggiunto va attribuito anche ai genitori dei piccoli gemelli: hanno lottato per la tutela legale dei propri bimbi con la massima trasparenza e con preziosa onestà".

Resta, come sottolineato dalla presidente di Famiglie Arcobaleno Marilena Grassadonia un paradosso: "Due gemelli, riconosciuti come tali, che per la legge non hanno gli stessi genitori e quindi non sono giuridicamente fratelli. Ancora una volta tutto questo è la dimostrazione dell'arretratezza delle leggi italiane e del fallimento della politica. Ma noi dobbiamo ringraziare tutte le persone – avvocati, nostri soci, giudici, attivisti – che si muovono all'interno di un quadro complicato per migliorare la rete dei diritti nella società italiana".

10 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views