La frustava con un filo elettrico per fa sì che la temesse, che avesse paura. La picchiava. La insultava, la offendeva chiamandola "figlia di p…", la obbligava a pulire casa, le vietava di riposare. Queste sono solo alcune delle angherie che una ragazzina di 12 anni ha dovuto subire per mesi, forse anni dalla madre, una donna di 51 anni che è stata arrestata al termine di una lunga indagine condotta dai carabinieri di Milano, in zona Vigentino. Una storia di degrado umano testimoniata dalle intercettazioni che hanno permesso ai militari di carpire perfettamente le angherie che la donna perpetrava nei confronti della figlia 12enne ma anche della maggiore, una ragazza di 22 anni costretta dalla stessa a madre a prostituirsi: "Devi andare lì per incontrare personaggi famosi e politici, devi fare 4mila euro al mese", ripeteva alla figlia maggiorenne spingendola ad andare nei night club, figlia alla quale chiedeva soldi da poter spendere nelle sale slot del quartiere dove le tre vivevano.

La ragazzina di 12 anni avrebbe espresso intenti suicidi in più di un'occasione

Alla figlia minore invece erano rivolti gli insulti quotidiani. Alla richiesta della ragazzina di poter far le pulizie dopo aver riposato, la mamma rispondeva: "Sei grossa come un mulo… sei giovane, hai 12 anni e non vuoi fare i mestieri…". E ancora quando la piccola la chiamava spaventata a causa di un temporale mentre la donna era alle prese con le slot machine alle quali regalava, stando a quanto emerso dalle indagini, 3/400 euro al mese, la mamma rispondeva: "Bastarda, chi ti ha detto di fare la doccia in mia assenza, non devi avere paura di niente". Parole dure alle quali la ragazzina avrebbe risposto in più di un'occasione: "Mamma, se continui a trattarmi così io mi suicido e morirò per colpa tua… se mi verrà un infarto oppure mi suiciderò mi libererò di questa vita". Parole rimbalzate sul petto della mamma senza penetrarvi visto che non ha mai mutato i suoi comportamenti nei confronti della 12enne.

La madre frustava la figlia 12enne con un filo elettrico per zittirla

Una realtà perfettamente descritta dal maresciallo della stazione di Vigentino Antonio Falivene che ha dato il via alle indagini dopo essersi recato nella scuola media frequentata dalla giovane vittima per parlare di cyberbullismo con gli studenti. Durante l'incontro una delle insegnanti della 12enne avrebbe riferito al militare la domande posta dalla piccola studentessa alla stessa professoressa: "Ma prostituirsi è un reato?". Una domanda che per il militare nascondeva qualcosa di più. E così dopo circa 10 mesi, con un'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Anna Calabi su richiesta del pm Michela Bordieri, la 51enne è stata arrestata. La donna che si trova ora nel carcere di San Vittore dovrà difendersi dalle accuse di maltrattamenti in famiglia, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La 12enne invece è stata portata in una comunità protetta, lontana dalla donna. Mentre risuoneranno ancora le parole della madre: "Fai come faccio io con Ranja, quando prendo il filo elettrico, si inginocchia davanti a me e si mette a urlare… perdo totalmente il controllo quando ho in mano il filo elettrico… l’altra cerca di difenderla chiedendomi di non picchiarla, io meno entrambe".