Il "bandito dell'Isola", Ezio Barbieri, è morto ieri all'età di 96 anni. Abitava a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, dove si era trasferito e aveva iniziato la sua seconda vita lontano dal mondo del crimine. Nella prima, Barbieri si era conquistato quasi un'aura leggendaria, nonostante imprese per nulla edificanti. Nato nel 1922 in via Borsieri, nel quartiere Isola di Milano, assieme al socio Sandro Bezzi divenne uno dei più pericolosi criminali milanesi, esponente della cosiddetta "Ligera", la malavita meneghina ricordata recentemente da una mostra a Palazzo Morando. Barbieri era il "bandito dell'Isola", ai tempi in cui l'omonimo quartiere milanese era decisamente diverso da quello che è oggi, dove locali chic e vecchie case di ringhiera si ritrovano circondati dai nuovi grattacieli che hanno modificato lo skyline milanese.

Nel corso della sua carriera criminale Barbieri e il socio, a bordo di una Lancia Aprilia nera, si sono resi protagonisti di diverse rapine. Dopo aver seminato il panico per anni, il bandito era stato arrestato il 26 febbraio del 1946, nello stesso giorno in cui il socio Bezzi era rimasto ucciso durante un conflitto a fuoco. Recluso nel carcere di San Vittore, alcuni mesi dopo si ritrovò coinvolto nella cosiddetta Pasqua rossa di San Vittore, considerata la più grande rivolta carceraria del penitenziario milanese del Secondo dopoguerra. Barbieri venne condannato a 30 anni di carcere: uscì nel 1971 e si trasferì in Sicilia, dove iniziò la sua seconda vita come commerciante. Nonostante fosse malato da tempo, è rimasto lucido fino all'ultimo.