La partigiana Lena D’Ambrosio (Foto dalla pagina Facebook di Roberto Cenati)
in foto: La partigiana Lena D’Ambrosio (Foto dalla pagina Facebook di Roberto Cenati)

Milano piange un'altra partigiana. A pochi giorni dalla scomparsa di Emma Fighetti, la "sarta sovversiva" della Resistenza, è morta all'età di 98 anni Lena D'Ambrosio. A comunicare la notizia della scomparsa della partigiana, avvenuta nella notte di domenica 9 giugno, è stato Roberto Cenati, presidente della sezione provinciale dell'Anpi di Milano. Lena D'Ambrosio era cresciuta in una famiglia antifascista e aveva partecipato attivamente alla Resistenza.

La lotta partigiana con il padre e la sorella Wally

Il padre di Lena faceva parte delle Sap (Squadre di azione patriottica) e nell'abitazione sua della famiglia venivano ospitati, curati e nascosti i partigiani feriti o bisognosi di aiuto. Anche per questo lei e la sorella, Wally D'Ambrosio, erano diventate a loro volta partigiane. Attiva nei gruppi di Difesa della donna e consigliera provinciale del Pci, era sposata con Mario Paladini, partigiano combattente nell'Ossola e in Valsesia con Cino Moscatelli e con Aldo Aniasi.

Dopo la guerra: una vita dedicata all'impegno per il sociale

Subito dopo la guerra, nel 1946 Lena D'Ambrosio è entrata nell'Anpi e a allora è sempre stata attiva nellasezione Anpi Musocco di cui suo marito Mario Paladini è stato per decenni presidente. Si è sempre dedicata all'impegno sociale, svolgendo il ruolo di presidente del centro anziani di Via Aldini e intervenendo nelle scuole per raccontare gli anni del regime fascista e la lotta della Resistenza italiana. "Finchè le forze l'hanno sorretta era sempre presente alle iniziative dell'Anpi. Immancabile era la sua partecipazione alla cerimonia che ogni anno l'Anpi provinciale promuove al Campo della Gloria, per ricordare i Combattenti della Libertà", spiega Roberto Cenati.

"Ho un ricordo molto affettuoso di Lena e di Mario Paladini. Quando Paladini era ancora in vita trascorrevo intere mattinate nella loro abitazione, dove venivo accolto con grande amore da Lena e Mario che mi raccontava della sua ferma opposizione al regime fascista e della sua vita da partigiano combattente nell'Ossola e in Valsesia – racconta Roberto Cenati-. Lena e Mario mi hanno fatto sempre sentire come un membro della loro straordinaria famiglia. Ricorderemo sempre con grande affetto e commozione Lena e Mario".