(Immagine di repertorio)
in foto: (Immagine di repertorio)

Inodore, incolore, insapore, una volta finito nel bicchiere è impossibile accorgersi di lui. All’anagrafe farmacologica è registrato come “acido gamma-idrossibutirrico”, per gli amici della notte si chiama Gbl o Ghb, per la stampa aggrappata ai soprannomi è solo "la droga dello stupro". Un titolo guadagnato sul campo della cronaca per la sua capacità di abbassare i freni inibitori e di cancellare la memoria della vittima a cui viene somministrata. Nelle carrozzerie di mezza Europa lo usano come solvente per sverniciare le auto ma il principio attivo si trova anche nell’Alcover, un farmaco utilizzato per trattare la dipendenza dall’alcolismo. I due litri trovati a casa di un 26enne incensurato a Milano avrebbero avuto tutt’altro utilizzo.

Le pasticche col sorriso

Ieri pomeriggio gli investigatori della sezione Antidroga della Squadra mobile hanno suonato alla porta del ragazzo in zona Greco-Turro (sono rimasti vaghi con l’indirizzo perché è ancora attesa la convalida dell’arresto). Sono arrivati su segnalazione, sapevano di andare quasi a colpo sicuro e infatti hanno scoperto 13 pasticche di ecstasy: 7 di colore rosso con sopra incisa una faccia sorridente, 6 verdi con una faccia triste. Non si aspettavano però di trovare una tale quantità di Gbl. A dirla tutta è stato il 26enne a spiegare ai poliziotti cos’era quel liquido trasparente del tutto simile all’acqua. Probabilmente una mossa da utilizzare in sede di processo per dimostrare la propria collaborazione e ottenere uno sconto. Per quanto difficile da analizzare, sul flacone c’era ancora l’etichetta con la specifica tecnica e l’origine: Olanda.

Il dark web e le discoteche

Prima di ieri il ragazzo era completamente sconosciuto alla polizia e fino al 2017 ha lavorato come dipendente di una ditta attiva nel settore della ristorazione. L’ipotesi è che abbia comprato il Gbl su Internet attraverso canali nel dark web, dove un flacone da mezzo litro costa circa 70 euro. La presenza delle pasticche non lascia molti dubbi sulla destinazione finale: le discoteche e i club di Milano e hinterland. Come ulteriore conferma sono state recuperate alcune bottigliette, come fossero pronte per la divisione in dosi. La prima apparizione del Gbl come droga è stata proprio nei locali del nord Europa agli inizi degli anni Novanta, anche se a scoprirne gli effetti “paralleli” erano stati i culturisti sfruttando gli effetti da ormone della crescita. In alcuni Paesi come la Polonia è totalmente legale, seppure venduto come solvente industriale, in Italia rientra nella tabella delle sostanze illecite. Entra in circolo in 30-45 minuti, un milligrammo provoca euforia ma un milligrammo e mezzo induce sonnolenza, una quantità leggermente maggiore induce uno stato di assenza totale e perdita di memoria nel corto raggio. Proprio questo effetto collaterale lo ha trasformato in una perfetta arma da stupro.

L'assassino necrofilo che aveva usato il Gbl

C’è anche chi ne fa un uso “consapevole” restando nel dosaggio minimo ma è facile esagerare e perdere completamente il controllo. Il sovradosaggio è uno degli elementi su cui si è basata la difesa di Andrea Pizzocolo, il ragioniere di Arese condannato all’ergastolo per aver ucciso e abusato del cadavere della prostituta romena 18enne Lavinia Simona Aiolaiei, strangolata con due fascette in un motel di Olgiate Olona (Varese). Era la notte del 7 settembre 2013, la mattina dopo abbandonò il corpo in un campo di San Martino in Strada (Lodi). Pizzocolo ha raccontato in aula di avere ricordi vaghi a causa dell’uso del Gbl, di aver agito come in preda a una allucinazione e di fronte ai video da lui girati quella notte ha detto di non credere ai propri occhi.

"I miei ricordi si fermano al motel di Olgiate Olona mentre stavamo chiacchierando dei suoi problemi, il resto sono solo frammenti di ricordi immersi in una luce rossa. Ero convinto che Lavinia fosse ancora viva quando arrivai al motel di Lodi, ricordo dei flash nei quali le parlavo e lei mi rispondeva, durante il viaggio mi sono fermato all’autogrill dove ho acquistato del cibo per due, al motel di Lodi ero convinto di aver avuto rapporti con lei ancora viva. Ho realizzato quello che era accaduto solo il giorno dopo, quando alle 15 mi ha svegliato la telefonata della mia compagna che mi annunciava il suo ritorno dalle vacanze; in quel momento ho visto il corpo di Lavinia di fianco a me. A quel punto mi sono preoccupato, prima di tutto, di tornare a casa da mia figlia e dalla mia compagna per dare un’apparenza di normalità. Ho caricato il corpo della ragazza nel baule e ho fatto il check out dal motel, quando mi hanno dato solo il mio documento ho realizzato che ero entrato solo io la sera prima, con lei già morta. A quel punto ho scaricato il corpo nel primo campo lungo la strada, ho buttato via i suoi vestiti lungo il percorso in una piazzola e sono tornato a casa".