Dietrofront: i rimborsi ai visitatori del Villaggio di Natale ci saranno. Dopo il comunicato di ieri a firma di Piergiorgio Songia, amministratore unico della società che ha gestito l'evento, in cui si leggeva annunciava l'intenzione di "non procedere, allo stato, a nessuna forma di rimborso nei confronti dei clienti" ecco che nella giornata di lunedì 13 gennaio arriva il chiarimento della società, che annuncia i rimborsi a partire da questa settimana. Una notizia che viene confermata anche dal legale rappresentante di Out of Border S.r.l, l'avvocato Paolo Fabris, che si sta occupando delle procedure di liquidazione. Il Codacons ieri aveva comunicato che era intenzionato a far partire una class action per tutti coloro avevano richiesto il rimborso, in totale circa 3mila persone, dopo il flop del villaggio natalizio allestito all'ippodromo di Milano nel mese di dicembre.

La conferma della società

L'avvocato Paolo Fabris, assunto come legale rappresentante dalla società Out of Border S.r.l., ha spiegato a Fanpage.it che è stato già avviato l'iter per il rimborso dei biglietti. "Stiamo analizzando tutte le singole richieste di rimborso – ha chiarito Fabris – quello che posso dire con certezza è che il risarcimento di chi non ha avuto modo di visitare il villaggio di Natale non è in discussione. La questione è differente invece per chi è rimasto scontento, ma ha comunque avuto la possibilità di accedere al ‘Sogno di Natale'. In sostanza tutti coloro che reclamano il rimborso per una data posteriore al 24 dicembre saranno risarciti senza alcun dubbio, mentre per tutte le altre richieste la società sta analizzando i singoli casi. Detto questo non escludo a priori che possano essere autorizzate tutte le richieste di rimborso".

Sequestri, ritardi e clienti insoddisfatti: la triste parabola del villaggio

Dopo le polemiche per i ritardi, i cantieri sequestrati per irregolarità e l'insoddisfazione dei clienti esplosa online, i cancelli del villaggio si sono chiusi per l’ultima volta la sera del 24 dicembre, e non il 6 gennaio come da programma. “Siamo costretti a questa scelta per i continui attacchi e le costanti denigrazioni avvenute sui canali social e digitali”, avevano annunciato gli organizzatori, “abbiamo lottato per oltre un mese contro una pioggia eccezionale, di più non potevamo fare”.