Il cartellone pubblicitario dell’associazione ProVita all’esterno della clinica Mangiagalli
in foto: Il cartellone pubblicitario dell’associazione ProVita all’esterno della clinica Mangiagalli

È comparso nella notte tra sabato e domenica il cartellone pubblicitario dell'associazione ProVita che recita: "Non fermare il suo cuore. Avrà il tuo sguardo, il tuo sorriso, e sarà coraggioso perché tu lo sei". Una "pubblicità" diretta alle donne, a quelle donne che hanno deciso di praticare l'aborto. E la scelta di dove esporre quel cartellone non così piccolo non è certo casuale: all'esterno della clinica Mangiagalli di Milano, una delle cliniche ginecologiche più famose d'Italia. Un messaggio che ha naturalmente scatenato la reazione di tantissimi e tantissime, come le donne Democratiche che domenica sera si sono riunite all'esterno della clinica e al termine di un presidio hanno provveduto a coprire la pubblicità con un telo e porvi accanto un cartello: "194 è una legge di Stato".

Si indaga per capire chi abbia concesso quello spazio pubblicitario

La pensa così anche Alessandra Kustermann, ginecologa alla Mangiagalli dal 1980 che ha da sempre preso una posizione netta in merito all'argomento schierandosi verso l’autodeterminazione delle donne: "Non sono un'abortista e non lo amo, ma difendo le donne che lo scelgono –  fa sapere la dottoressa – e noi non possiamo permettere che arrivino in sala operatoria portando con loro anche la crudeltà di messaggi e immagini così". Intanto Diana De Marchi, consigliera dem e presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano, si è mossa per capire chi abbia autorizzato quella pubblicità e se quello utilizzato dall'associazione anti-abortista sia uno spazio di affissione pubblico.

La libertà di scelta come simbolo di una società democratica

Anche la consigliera Anita Pirovano di Milano Progressista difende la liberà di scelta delle donne: "Per indole sono tendenzialmente contro la censura anche quando si tratta di utilizzare il corpo delle donne per vendere uno yogurt – spiega –  ma questa cosa qui é ben altro, é oltre lo schifo ancor più se esposta all'ingresso del luogo simbolo per la 194 in città e forse anche oltre i confini milanesi". Pirovano spiega infine che questo tipo di libertà rappresenta non solo quella delle donne ma quella di una società democratica: "Va rimossa subito anzi prima".