Milano, cariche della polizia al corteo per Sergio Ramelli: ci sono feriti
Sale la tensione al corteo organizzato dall'estrema destra milanese per commemorare Sergio Ramelli, il militante del Fronte della gioventù (organizzazione giovanile del Msi) ucciso sotto casa il 29 aprile del 1975 da militanti di Avanguardia operaia. Il corteo, nonostante il parere contrario della prefettura di Milano, è partito questa sera da piazzale Susa: poco dopo l'avvio, la polizia ha caricato i manifestanti, che stavano sfilando in viale Romagna. Alcuni di loro sono rimasti contusi: uno dei manifestanti è ferito in maniera più seria; il giovane sarebbe caduto da solo in terra mentre correva insieme ad altri manifestanti e sarebbe stato colto da una crisi epilettica. Il manifestante è stato soccorso dal 118 e trasportato in ospedale: le sue condizioni non sono gravi. Dopo le cariche delle forze dell'ordine, la situazione è tornata alla normalità.
Le avvisaglie che la giornata di oggi non sarebbe stata tranquilla c'erano state già questa notte. La scritta "Ciao Sergio" posta vicino alla lapide che commemora il 18enne, che si trova in via Paladini, è stata imbrattata con della vernice rossa: la scoperta è stata effettuata dalla polizia. In poco tempo, la teca di plexiglass che ricopre la scritta è stata rimossa e pulita. Da oltre 40 anni, il 29 aprile è considerato dalla destra come una sorta di anti-Liberazione, data la sua immediata vicinanza al 25 aprile. Ogni anno, gli esponenti dell'estrema destra sfilano per le strade di Milano, spesso sfoggiando simboli fascisti ed profondendosi in saluti romani.
Il corteo autorizzato dalla polizia
Dopo le tensioni di questa sera e il primo no della prefettura, il corteo è stato infine autorizzato dalla polizia. I manifestanti stanno sfilando per le strade di Milano, occupando il marciapiede anziché la strada, diretti in via Paladini, dove è posizionata la targa in memoria di Sergio Ramelli. Proprio nella strada del capoluogo lombardo, come detto il 29 aprile del 1975, il 18enne venne assassinato.