(foto da CasaPound Italia, via Facebook)
in foto: (foto da CasaPound Italia, via Facebook)

Se il corteo per la commemorazione di Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi era scivolato via senza particolari criticità (a parte il saluto romano collettivo al momento del rito del presente, davanti alla lapide che ricorda il ragazzo di 19 anni ucciso nel 1975, che si ripete impunito da anni), altrettanto non si può dire per quello che è avvenuto dopo. Il colpo di scena della manifestazione dell'estrema destra milanese, che ieri come ogni 29 aprile si è ritrovata per commemorare due militanti uccisi negli anni Settanta, è arrivato in tarda serata. Circa duecento estremisti, appartenenti a tutte le principali sigle della galassia dell'estrema destra (ieri al corteo hanno sfilato compatti Forza Nuova, CasaPound, Lealtà e azione e anche i Do-Ra, la comunità dei dodici raggi), si sono infatti recati in piazzale Loreto, a Milano, deponendo dei fiori nel luogo in cui fu esposto il cadavere di Benito Mussolini. Circa 60 partecipanti a questa commemorazione non autorizzata sono stati identificati dalla Digos, che adesso valuterà nei loro confronti dei provvedimenti.

Anche lo scorso anno c'era stato un "colpo di scena": avvenne all'interno del cimitero Maggiore, dove circa un migliaio di manifestanti si radunò al campo X, contravvenendo ai divieti di questura e prefettura, per onorare la memoria dei caduti della Repubblica sociale italiana. Le foto dei militanti con le braccia tese nel saluto romano suscitarono molte polemiche: quest'anno, per prevenire una manifestazione simile, la questura aveva chiuso due ingressi laterali del Musocco presidiando gli altri. Gli estremisti di destra, dopo aver concluso col saluto romano il corteo dedicato a Ramelli, Pedenovi e Borsani, hanno però inscenato la commemorazione non autorizzata a Mussolini: "Nessun cancello chiuso può impedire alle Comunità Militanti milanesi di rendere omaggio ai Caduti della Repubblica Sociale Italiana – hanno scritto sulla propria pagina i militanti di CasaPound – Ieri sera in cinquecento in Piazzale Loreto a ricordare il loro sacrificio".