Marco Carta
in foto: Marco Carta

La Cassazione ha accolto il ricorso del pubblico ministero di Milano secondo cui l'arresto di Marco Carta "è stato legittimamente eseguito": la decisione è giunta al termine di una camera di consiglio che si è svolta ieri e che di fatto ha annullato senza rinvio il provvedimento del gip Stefano Caramellino. Il giudice per le indagini preliminari infatti lo scorso primo giugno aveva deciso di non convalidare l'arresto del cantante fermato il giorno prima con l'accusa di furto di sei magliette del valore di 1.200 euro alla Rinascente.

Marco Carta assolto in primo grado

Marco Carta aveva per questo trascorso la notte agli arresti domiciliari ma il giorno successivo, il gip non aveva convalidato l'arresto per mancanza di indizi. Ora la decisione della quarta sezione penale della Cassazione che ha così annullato senza rinvio il provvedimento. Il cantante per l'accusa di furto aggravato è andato a processo con rito abbreviato ed è stato assolto in primo grado "per non aver commesso il fatto". "La sua innocenza era chiara fin dal primo momento", il commentato dei suoi legali, Simone Ciro Giordano e Massimiliano Annetta subito dopo la sentenza pronunciata lo scorso 31 ottobre. Il cantante, che non era presente in aula, ha appreso al telefono dal suo avvocato la notizia, è scoppiato in lacrime e ha esclamato "oddio grazie". Successivamente su Facebook ha scritto di "essersi svegliato da un brutto sogno".

L'arresto di Marco Carta per furto aggravato

Marco Carta era stato fermato lo scorso 31 maggio all'uscita Rinascente in compagnia di un'amica, Fabiana Muscas (la cui posizione è stata stralciata dopo che ha chiesto di essere ammessa all'istituto della messa alla prova, ovvero di potere svolgere lavori di pubblica utilità). Gli addetti alla sicurezza del negozio avevano trovato nella borsa della donna alcune magliette prive dei dispositivi antitaccheggio e non pagate. A questo punto era intervenuta la polizia locale, che aveva arrestato il vincitore di Sanremo 2009 e la donna. Entrambi erano finiti ai domiciliari, ma pochi giorni più tardi il giudice del processo per direttissima non aveva convalidato l'arresto. Carta è così rimasto in libertà in attesa del processo, conclusosi il 31 ottobre.