Sana Cheema (foto dal profilo Instagram)
in foto: Sana Cheema (foto dal profilo Instagram)

Maltrattamenti e pressioni al limite delle minacce. È quanto avrebbero subito quattro ragazze, due delle quali minorenni, da parte di alcuni loro famigliari. A ricostruire l'episodio è stata la polizia di Stato di Brescia che questa mattina ha eseguito nei confronti dei genitori e del fratello maggiore delle giovani una misura cautelare. I tre sono accusati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e induzione al matrimonio: non potranno più avvicinarsi alle quattro ragazze, che sono inoltre state tolte, provvisoriamente, alla potestà dei due genitori.

Le minacce: Fai la fine di Sana Cheema

Gli episodi sono avvenuti all'interno di una famiglia di origine pachistana. Le quattro figlie venivano sottoposte da tempo a maltrattamenti fisici e in alcuni casi si erano recate in ospedale per farsi curare i traumi, senza però mai denunciare i loro famigliari ma adducendo come scusa di essere rimaste vittime di incidenti domestici. Da qualche tempo però, oltre alle violenze fisiche, si erano aggiunte pressioni psicologiche da parte dei genitori e del fratello maggiore ai danni delle due sorelle maggiorenni: la famiglia aveva combinato per loro un matrimonio in patria con ragazzi scelti dai genitori, ma le ragazza non avevano intenzione di accontentarli. Per questo motivo il padre delle ragazze, in più circostanze, avrebbe evocato il caso di Sana Cheema, la 24enne bresciana di origini pachistane morta in circostanze misteriose in Pakistan: "Stai attenta, se non ti sposi farai la sua fine", avrebbe detto il genitore alla figlia. Riferimenti piuttosto espliciti, secondo quanto confermato anche dal dirigente della squadra mobile bresciana Alfonso Iadevaia. Sulla morte di Sana, che secondo l'ipotesi degli inquirenti sarebbe stata uccisa proprio per aver rifiutato un matrimonio combinato in patria, indaga la procura generale di Brescia, che ha avocato le indagini: il padre e il fratello della giovane sono accusati di omicidio. Fortunatamente nel caso più recente delle quattro ragazze, le giovani hanno trovato il coraggio di denunciare i loro genitori e il loro fratello. Dopo la sospensione della responsabilità genitoriale le quattro sorelle sono state collocate all'interno di una struttura protetta.