La scena è brutale, soprattutto per tutti i genitori di figli piccoli: un'educatrice di un asilo nido privato si toglie una ciabatta dal piede e la scaglia con violenza dall'altro lato della stanza, colpendo uno dei piccoli ospiti del nido. È solo uno dei 46 casi di maltrattamento documentati dai carabinieri di Varese e dei colleghi dell'ispettorato del lavoro e dei Nas (Nucleo anti sofisticazione) di Milano all'interno di un micronido di Gavirate, nel Varesotto. La struttura è stata adesso chiusa, dopo il blitz scattato ieri, 18 aprile. La titolare della struttura "Imparare è un gioco", un'educatrice abilitata (l'unica) di 32 anni è finita agli arresti domiciliari, mentre l'altra persona che lavorava all'interno del nido, una cuoca di 39 anni che fungeva anche da insegnante, è stata denunciata e sottoposta all'obbligo di firma. Al vaglio dei carabinieri sono adesso le posizioni di altri dipendenti e collaboratori dell'asilo.

Le indagini sono partite all'inizio dell'anno

A far partire le indagini, all'inizio dell'anno, sono state le segnalazioni di alcuni genitori dei bambini ospitati nel nido, venti bimbi di età compresa tra i 6 mesi e 6 anni. Avevano notato strani comportamenti nei loro figli e hanno avvertito i carabinieri, che hanno deciso di posizionare telecamere nascoste all'interno dell'asilo. Le immagini (molto crude) hanno immortalato 46 casi di maltrattamenti fisici e psicologici di varia gravità: dalla ciabatta scagliata contro un bimbo ad altri piccoli ospiti della struttura che venivano strattonati o presi per il collo. Sono stati documentati anche episodi di minacce, urla e percosse. A subire le violenze sarebbero stati 14 dei venti bimbi ospitati all'interno della struttura, che si trova nel centro del paese: per loro la chiusura del nido è la fine di un incubo.