182 CONDIVISIONI
8 Aprile 2019
16:27

Maestà sofferente: cosa rappresenta la mega installazione comparsa davanti al Duomo di Milano

È stata inaugurata ufficialmente domenica 7 aprile e resterà visibile solo per la settimana della Design week: ma la mega installazione “Maestà sofferente”, realizzata da Gaetano Pesce e comparsa davanti al Duomo di Milano, ha già suscitato critiche e polemiche. Qualcuno non ha capito cosa rappresenti: ecco spiegato di che si tratta e qual è il messaggio che il suo creatore vuole trasmettere.
A cura di Francesco Loiacono
182 CONDIVISIONI

A Milano non si parla d'altro: la "Maestà sofferente", enorme installazione posta davanti al Duomo di Milano in occasione del Fuorisalone (una delle iniziative diffuse della Design week che si apre il 9 aprile e termina il 14 aprile), ha catalizzato le attenzioni di milanesi (e non) così come avvenne per le aiuole con palme e banani installate sempre sul sagrato della Cattedrale ormai due anni fa. C'è chi, guardando le foto o anche dal vivo l'opera, non è riuscito a capire cosa rappresenti: e qualcuno si è lanciato in ardite ipotesi che tirano in ballo anche l'apparato riproduttivo maschile. Tanti, a prescindere se abbiano compreso o meno cosa rappresenti l'installazione, hanno espresso perplessità (per usare un eufemismo) sulla sua bellezza e sull'opportunità di collocarla in una posizione così visibile e prestigiosa, davanti a quello che è il simbolo del capoluogo lombardo nel mondo. E c'è anche chi, come il collettivo femminista di "Non una di meno", ha criticato anche il significato che l'opera vorrebbe trasmettere.

Il significato dell'installazione e le parole del creatore

A questo punto è allora opportuno capire meglio cosa abbia voluto comunicare l'artista con la mega installazione. La "Maestà sofferente" è stata realizzata dall'artista Gaetano Pesce, architetto e scultore nato a La Spezia nel 1939 e ritenuto uno dei più importanti designer italiani. L'installazione, che resterà visibile solo per la Design week, riprende uno dei lavori più famosi e iconici di Pesce, la poltrona Up5&6 realizzata 50 anni fa dal designer e modellata sul corpo di una donna. Pesce ha però adattato e attualizzato la sua poltrona con l'obiettivo di trasmettere un messaggio forte contro la violenza sulle donne. La mega poltrona, alta otto metri, è infatti la stilizzazione di un corpo femminile (senza però né volto né arti). È trafitta da centinaia di frecce che rappresentano le violenze che la donna è costretta a subire dagli uomini, rappresentati nell'installazione da bestie. E la donna ideata da Pesce è anche legata con una catena a una grande palla di ferro che si trova accanto all'installazione. All'inaugurazione ufficiale dell'opera che si è tenuta domenica 7 aprile il suo ideatore ha liquidato in poche parole le critiche e le polemiche: "L'arte fa discutere e fa crescere il nostro cervello". Pesce ha definito la "Maestà sofferente" una "festa, anche se triste perché si ricorda che le donne sono vittime di violenza, ma è meglio ricordarlo che negarlo". Secondo il designer le tante polemiche sulla sua opera dimostrano come l'intento dell'installazione sia stato raggiunto: discutere della violenza sulle donne. Anche se, come contestano le femministe in una delle tante critiche mosse all'opera, di una tematica delicata come la violenza di genere non è importante solo che se ne parli, ma è fondamentale anche il come se ne parli.

Sondaggio: A voi piace l'installazione?

182 CONDIVISIONI
Fuorisalone 2021: le 10 installazioni da non perdere durante la Milano Design Week
Fuorisalone 2021: le 10 installazioni da non perdere durante la Milano Design Week
Lo show di Roberto Bolle per finanziare il restauro della guglia della Madonnina sul Duomo di Milano
Lo show di Roberto Bolle per finanziare il restauro della guglia della Madonnina sul Duomo di Milano
Cosa sappiamo dell'incendio che ha distrutto la Torre dei Moro in via Antonini a Milano
Cosa sappiamo dell'incendio che ha distrutto la Torre dei Moro in via Antonini a Milano
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni