Luca Moroni (a destra) con il sindaco di Corsico Filippo Errante durante un torneo locale
in foto: Luca Moroni (a destra) con il sindaco di Corsico Filippo Errante durante un torneo locale

Si chiama Luca Moroni ed è un giovane brianzolo il giocatore di scacchi più bravo d'Italia. Il nuovo campione nazionale, che sabato a Cosenza ha conquistato lo scettro di scacchista più bravo della Penisola, non ha ancora compiuto 18 anni. Dieci gli avversari battuti dalla giovane promessa, bambino prodigio che poteva già vantarsi del titolo di vice campione del mondo nella categoria under 16 e ha già partecipato a diversi tornei, locali e non. Luca, come riportato dal "Corriere della sera", è nato a Bovisio Masciago, in provincia di Monza e Brianza, e sempre in Brianza a Desio frequenta il quarto anno del liceo scientifico. Nonostante le tante assenze per partecipare a tornei, trova sempre il tempo per recuperare lezioni e interrogazione, anche grazie alla disponibilità dei suoi insegnanti.

Luca: Voglio fare degli scacchi la mia professione

Luca è abituato fin da piccolo a fare sacrifici per gli scacchi: li ha scoperti a soli 6 anni ed è stato subito amore a prima vista. In famiglia nessuno è giocatore e così fin da piccolo Luca ha iniziato a viaggiare da solo per inseguire la sua passione. Ha dovuto tralasciarne altre, come lo sport (gli piace il calcio ed è tifoso della Juve) e la lettura, per dedicarsi fino a quattro ore al giorno a studiare mosse e partite dei campioni e del computer, che in questo campo è diventato più bravo dell'uomo. Oltre all'allenamento sono poi arrivati i tornei: il primo all'età di soli 7 anni. Da allora Luca ha fatto tanta strada, fino al titolo di campione italiano che però, ne è consapevole, è solo un'ulteriore tappa nel suo percorso per continuare a migliorarsi. Di strada davanti a sé, d'altronde, ne ha ancora tanta. La prossima estate compirà 18 anni, ma il suo futuro gli è già chiaro: continuare a giocare a scacchi e farne una vera e propria professione, nonostante i guadagni non siano altissimi: "Lo so bene che rispetto al calcio o al basket è uno sport povero. E in Italia non ha tutta la visibilità che meriterebbe – ha detto al "Corriere" – Ma si può vivere benissimo di scacchi, ed è quello che desidero".