È disperato il padre di Lorenzo, il ragazzino di 15 anni morto a Francavilla al Mare durante una partita di calcetto. L'autopsia sul corpo ha rilevato che c'era un problema congenito al cuore: e il padre ha dichiarato che ha intenzione di fare chiarezza per due motivi. Il primo è che nonostante un malore avuto già qualche mese prima sempre durante una partita di pallone, Lorenzo non è stato visitato da un cardiologo. Il secondo è che ci sono dubbi sui tempi dei soccorsi. Lo ha spiegato il padre del ragazzo, Corrado Verna, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. "Vorrei capire se, diagnosticando in tempo la sua patologia, Lorenzo si sarebbe potuto salvare. Vorrei anche sapere perché, al di là dei soccorsi prestati nell’immediatezza, mio figlio non è stato trasportato subito in ospedale. Da quello che sappiamo, è trascorsa quasi un’ora dal malore all’arrivo a Chieti".

Lorenzo, morto a 15 anni durante partita di calcetto: il primo malore ad aprile

L'uomo ha raccontato che Lorenzo si era già sentito male qualche mese prima, a Milano. "Mio figlio si era sentito male a Milano ad aprile, mentre giocava nel campo dell’istituto Zaccaria con gli ex compagni della scuola media che aveva frequentato. Era stato portato subito nell’adiacente clinica De Marchi, e tenuto in osservazione tutta la notte. Mi è stato riferito anche che in quell’occasione è stato sottoposto a tutti gli esami di rito, a questo punto andrò a vedere le cartelle cliniche per capire cosa è accaduto e come mai non c’era un cardiologo a prescrivere un esame più approfondito. L’autopsia ha rilevato una malformazione congenita alle coronarie, che invece di essere separate erano unite, quindi nei momenti di maggiore sforzo poteva avvenire, come è avvenuto, un black out ". In ricordo del figlio, Corrado creerà un'associazione che aiuti i ragazzi come lui.