Adesione altissime, oltre il 90 per cento secondo i sindacati, allo sciopero dei fattorini Amazon in Lombardia, che ha bloccato le consegne dei prodotti del gigante dell'e-commerce. Affollati i presidi davanti ai centri di smistamento di Buccinasco (Milano), Burago (Monza Brianza) e Origgio (Varese). Quella di mercoledì 19 febbraio era la prima giornata di protesta, spiegano i sindacati, a cui ne potranno seguire altre a sorpresa "se non arriveranno le risposte che chiediamo".

Le richieste dei lavoratori

I lavoratori chiedono buste paga "uguali per tutti ed in regola" sanando le situazioni pregresse riconoscendo ai lavoratori i "soldi persi", ma anche le "stabilizzazioni come da accordi, con precedenza ai più anziani", l'abbassamento dei carichi di lavoro e il riconoscimento dei dati prodotti dai fattorini. I driver chiedono modifiche al monitoraggio del loro lavoro, lo stop al controllo da parte dei clienti, "franchigie uguali per tutti", "chiarezza sull’intestazione dei mezzi e stop alle multe prese per lavoro" e ancora "aumento del salario e riconoscimento della fatica" e un "premio di risultato annuale".

L'azienda: Fornitori paghino compensi adeguati

Amazon ha risposto all'annuncio dello sciopero invitando i fornitori a "garantire che gli autisti ricevano compensi adeguati, siano trattati con rispetto, si attengano a tutte le normative vigenti e al codice della strada. Amazon conduce frequenti audit di conformità dei propri fornitori ed effettua verifiche su qualsiasi segnalazione di possibili infrazioni". "I fornitori di servizi di consegna – ha spiegato la società – sono innanzitutto nostri partner, e noi lavoriamo insieme a loro per definire degli obiettivi realistici che non mettano sotto pressione loro e i loro dipendenti. Per questo motivo utilizziamo una tecnologia di definizione delle rotte che prende in considerazione molteplici aspetti per determinare la quantità di pacchi che un autista può consegnare in sicurezza durante il suo turno di lavoro". Quanto alla stabilizzazione dei contratti, Amazon chiarisce che "durante l'anno la gran parte degli autisti ha contratti a tempo indeterminato. Dati i volumi variabili della nostra attività, come ad esempio durante il periodo natalizio, i nostri partner ricorrono anche ad autisti con contratti in somministrazione per sopperire ai picchi di lavoro".