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Coronavirus
7 Aprile 2020
18:31

Lombardia, 52.325 contagi da Coronavirus e 9.484 morti, Fontana: “Dati in costante miglioramento”

Nella giornata di oggi, martedì 7 aprile, in Lombardia sono 52.325 i casi confermati di coronavirus, in aumento di 791 unità rispetto a ieri. Le persone ricoverate in ospedale sono 11.833 (meno 81), 1.305 in terapia intensiva (meno 38). I decessi sono arrivati a quota 9.484, con un incremento di 282 unità nelle ultime 24 ore.
A cura di Chiara Ammendola
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Ecco il bollettino della Lombardia di oggi, martedì 7 aprile, per gli aggiornamenti dei dati relativi all'emergenza Coronavirus. Sono 52.325 i casi di contagio accertati, in aumento di 791 unità rispetto a ieri quando erano 51.534. Le persone ricoverate in ospedale sono 11.833, con una diminuzione di 81 pazienti, sono 1.305 i pazienti in terapia intensiva (38 in meno rispetto a ieri). Cresce il numero totale dei dimessi, salito a 14.498 (più 635 rispetto a ieri). I decessi sono purtroppo arrivati a quota 9.484, con un incremento di 282 unità. I tamponi effettuati in totale in tutta la regione sono stati 159.331.

Test sierologici del Policlinico San Matteo di Pavia tra due settimane

Fontana apre la conferenza stampa spiegando che i numeri sono in costante miglioramento e annuncia una novità in merito a test sierologici: "Fin dal primo momento abbiamo fatto scelta di prudenza senza fughe in avanti per cercare test affidabili: uno di questi test è stato individuato al Policlinico San Matteo di Pavia. Evidenzierà e verificherà chi ha sviluppato gli anticorpi al Covi-19. Tra due settimane attendiamo certificazione CE e poi passiamo partire con sperimentazione. Chi effettua questo test e risulta positivo riceve una patente di immunità poiché ha sviluppato gli anticorpi neutralizzanti e non può sviluppare di nuovo il virus, chi invece è negativo dovrà continuare ad attuare tutte le pratiche per non essere contagiato perchè non ha sviluppato il virus".

Solo 15 su oltre 700 Rsa in Lombardia hanno aderito a nostra richiesta

"Su Pio Albergo Trivulzio, noi che contribuiamo con comune di Milano alla nomina dei vertici, abbiamo deciso di istituire commissione per valutare contestazioni della stampa, se non abbiamo prove non possiamo trarre conclusioni – ha spiegato il governatore Fontana – e in merito alle altre Rsa, noi abbiamo sempre fatto controlli con grande attenzione: in 15 su 700 hanno aderito alle nostre richieste e hanno ospitato 145 pazienti. Ovviamente in padiglioni separati e con personale dedicato esclusivamente a queste persone. Anche qui però una commissione valuterà cosa è successo".

I dati delle province: Milano ancora in crescita

Per quanto riguarda i dati provinciali invece, rallenta l'andamento di Milano, che resta comunque l'area con il più alto numero di contagi. Ad oggi, se ne contano 11.787 (+249), di cui in città 4.744 (+99), la seconda provincia è quella di Bergamo con 9.868 (con una crescita di soli 53 casi), poi Brescia con 9.594 (+117). A Cremona 4.323 casi  (+63), nella provincia di Monza e Brianza 3.206 (+49), a Pavia 2.735 (+35), a Mantova 2.142 (+58), a Pavia 2.735 (+35), a Como 1.525 (+52), a Lodi 2.321 (+43), a Lecco 1.731 (+19) e a Sondrio 620 (6).

Gallera ammette: Zona rossa nel Bergamasco, avremmo potuto farla noi

Questa mattina, intanto, l'assessore Giulio Gallera ammette la parte di responsabilità della Regione per la mancata creazione di una zona rossa cordonando i comuni di Alzano Lombardo e Nembro, i maggiormente colpiti della Bergamasca: "Ho approfondito e effettivamente c’è una legge che lo consente", ha detto Gallera, ad Agorà su Rai Tre, aggiungendo: "Noi eravamo convinti che sarebbe stata attivata la zona rossa di lì a pochi minuti" e "non avrebbe avuto senso fare un'ordinanza, quando tutti i fatti concludevano che il Governo la stava facendo".

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