Stefano Scaglia, presidente Confindustria Bergamo (LaPresse)
in foto: Stefano Scaglia, presidente Confindustria Bergamo (LaPresse)

Il prefetto di Bergamo ha assegnato la scorta al presidente di Confindustria Bergamo, Stefano Scaglia, a cui nella giornata di lunedì è arrivata una lettera con minacce e un proiettile, recapitati alla sede de L'Eco di Bergamo. La sorveglianza era già stata assegnata anche al presidente regionale di Confindustria Marco Bonometti per altre due lettere analoghe.

Lettera minatoria e proiettile: scorta al presidente di Confindustria Bergamo

La busta indirizzata a Scaglia conteneva un proiettile calibro 6.25 e un testo scritto a computer: "Una bara in più non si nega a nessuno mai o lui o un suo familiare. Sempre solo questo potrà ridare dignità a chi è morto sul lavoro. Dove non arriva il Covid arriviamo noi".

Il caso della zona rossa di Alzano Lombardo e Nembro

L'evidente riferimento è alla questione della mancata zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro e alle presunte pressioni da parte degli industriali per evitare il lockdown totale che avrebbe arrecato un danno economico alle aziende della Val Seriana. Sul caso indaga la procura di Bergamo.

La firme colonna "Walter Alasia" e Nuclei proletari lombardi

Intanto emergono nuovi dettagli sulle lettere minatorie, su cui indagano Digos e antiterrorismo. La prima, recapitata a Bonometti, è firmata dalla colonna "Walter Alasia", un evidente riferimento alla storia delle Brigate Rosse. Nel testo preso in visione dai magistrati bresciani, a quando riportato, non si farebbe cenno al Covid. La lettera a Stefano Scaglia è invece firmata dai Nuclei proletari lombardi.

Nelle scorse settimana, in seguito alle minacce online e ad alcune scritte comparse sui muri di Milano, anche al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è stata assegnata la scorta.