La donna arrestata per aver gettato dell’acido sull’ex fidanzato (Facebook)
in foto: La donna arrestata per aver gettato dell’acido sull’ex fidanzato (Facebook)

Erano stati assieme solo un mese ma già dopo due settimane lui aveva capito che c’era qualcosa di malato in quella relazione. Troppo pressante, troppo gelosa, troppo possessiva, troppo pericolosa per lui. Così il 19 aprile scorso, dopo circa 30 giorni di relazione burrascosa e una serie di episodi preoccupanti (tra cui il taglio di tutte e quattro le gomme dell’auto), un ragazzo di 30 anni, di professione operaio, ha denunciato per stalking Sara Antonella D. M., la stessa donna di 38 anni che ieri sera a Legnano, nel Milanese, gli ha lanciato contro un bicchiere di acido.

L'aggressione davanti agli occhi del fratello della vittima

Si è presentata sotto casa dell’ex compagno in via dei Pioppi, lo ha aspettato davanti al portone conoscendo bene le sue abitudini. Attorno alle 22 l’operaio è arrivato assieme al fratello, rientravano dal turno di lavoro. “Dobbiamo parlare, dobbiamo chiarire questa situazione…”, gli ha detto per tentare di convincerlo a fermarsi. Ma era una trappola, aveva con sé un bicchiere pieno di acido portato da casa. Appena si è trovata abbastanza vicina alla sua vittima gli ha rovesciato addosso il liquido che lo ha raggiunto all’occhio destro, al torace e alla mano, con la quale ha tentato invano di proteggersi. L’azione è durata pochi istanti, il fratello del 30enne non ha fatto in tempo a intervenire, ha assistito impotente alla scena e subito dopo ha tentato di aiutare il ferito. Sara Antonella, invece, è salita in auto ed è scappata via, ha girato per alcuni minuti senza meta finché si è presentata alla caserma dei carabinieri di Legnano dove ha ammesso tutto.

Quella denuncia per stalking inascoltata

Il ferito è stato trasportato all’ospedale locale con ustioni di terzo grado. I medici non si sbilanciano, hanno fatto sapere che in casi come questo occorre attendere almeno 24 ore per capire davvero i danni provocati dall’acido, che continua a corrodere i tessuti anche a distanza di tempo. Per ora il rischio che possa perdere l’occhio è concreto. Le indagini si stanno concentrando anche sulla denuncia presentata dall’operaio il 19 aprile, trasmessa dai carabinieri alla procura di Busto Arsizio e rimasta inerte sul tavolo del magistrato competente per i cosiddetti “soggetti deboli”.