Sara Del Mastro
in foto: Sara Del Mastro

Sarà sorvegliata speciale per un anno e dovrà sottoporsi a cure obbligatorie Sara Del Mastro, la donna di 38 anni che lo scorso 7 maggio aggredì, sfregiandolo, con l'acido l'ex fidanzato a Legnano, comune alle porte di Milano. Una proposta avanzata dal questore, grazie al lavoro dei poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Milano, coordinati da Alessandra Simone e accolta poi con favore dal tribunale di Milano. La 38enne non rassegnandosi alla fine di una breve relazione con il 30enne Giuseppe Morgante, che l'aveva lasciata, ha iniziato a perseguitare l'uomo: appostamenti, telefonata mute, messaggi minacciosi su Facebook inviati dal suo e da profili falsi. Si faceva trovare sotto casa o sul luogo di lavoro, si è accanita contro l'auto del 30enne danneggiando a più riprese le gomme. Comportamenti, iniziati nel novembre del 2018 e culminati con l'aggressione ai danni dell'ex compagno nel maggio di quest'anno.

L'aggressione con l'acido: Voglio chiederti scusa

È la sera del 7 maggio quando  in via Dei Pioppi a Legnano, Sara Del Mastro, ferma la sua auto sotto casa di Giuseppe Morgante, dopo averlo seguito dal luogo di lavoro. L'uomo si accorge di essere pedinato, per l'ennesima volta e così attende qualche minuti prima di salire a casa. Intanto la madre lo chiama preoccupata: il 30enne le spiega quanto sta accadendo e le dice di voler rientrare a casa scortato dal fratello. Giuseppe parcheggia l'auto mentre la mamma lo attende sull'uscio di casa. In quell'istante Sara lo chiama dal finestrino dicendogli di volergli chiedere scusa. Ma non è così: Sara infatti afferra un bicchiere pieno di acido e ne lancia il contenuto sul volto dell'ex compagno. Pochi secondi, pochi attimi nei quali la vita di Giuseppe cambia per sempre.

Sara attualmente è ancora in carcere

Sara si è costituita poco dopo quel gesto: con la sua auto è andata dai carabinieri raccontando tutto. Attualmente è ancora sottoposta alla custodia cautelare in carcere, al momento della scarcerazione si presenterà al Cipm (Centro Italiano per la Promozione della Mediazione) dove si sottoporrà a un "percorso trattamentale di superamento delle distorsioni comportamentali sottostanti ai delitti commessi". All'epoca dei fatti fu ritenuta dal tribunale di Milano socialmente pericolosa, con un pericolo di reiterazione di fatti di questo genere che rivestono una "gravità indiscutibile". Giuseppe invece è finito in ospedale con gravi ustioni sul torace, sul braccio sinistro e sul viso. Ustioni che non guariranno mai, né dentro né fuori.