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Legge sulla caccia: il Governo porta la Regione Lombardia davanti la Corte Costituzionale

Il Governo impugna davanti ai giudici della Corte Costituzionale la legge della Regione Lombardia che riforma le regole di caccia. Una vittoria per le associazioni animaliste e ambientaliste, ma la Lega in consiglio regionale annuncia che difenderà la legge: “Vedere Pd e M5s esultare rappresenta solo la conferma di come loro siano i portabandiera di un animalismo ideologico e di pulsioni anticaccia”
A cura di Valerio Renzi
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Immagine di repertorio
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Il Governo ha presentato un ricorso ai giudici della Corte Costituzionale, impugnando la legge della Regione Lombardia in materia di caccia. Saranno quattro gli articoli del dispositivo approvato lo scorso 4 dicembre che sono stati giudicati in contrasto con la normativa vigente. A deciderlo il Consiglio dei Ministri, che ha accettato la richiesta avanzata dal ministero agli Affari Regionali. Una vittoria per le associazioni ambientaliste e animaliste Lega per l'abolizione della caccia, Lipu, Lav, Wwf, Enpa, che avevano presentato un esposto sottolineando come in molti punti la normativa regionale lombarda, entrasse in contrasto con la legge nazionale che  illegittimità in altrettanti articoli in materia di esercizio della caccia, poiché in contrasto con la normativa nazionale che regola l'attività venatoria.

Lega Lombardia: "Difenderemo la legge"

"Che al Pd dei diritti dei cacciatori lombardi non interessa nulla era ben chiaro fin dall'inizio. Oggi esultano per il ricorso alla Consulta ma forse non hanno capito che una buona parte delle norme sulla revisione normativa sulla caccia non sono oggetto di impugnazione e come tali troveranno immediata attuazione. Voglio ricordare ai partiti di opposizione che l'impugnativa non corrisponde a sentenza. Chi confonde questi termini dovrebbe tornare sui banchi di scuola", così Roberto Anelli, capogruppo della Lega il Consiglio regionale lombardo che difende a spada tratta la legge. "Vedere Pd e M5s esultare rappresenta solo la conferma di come loro siano i portabandiera di un animalismo ideologico e di pulsioni anticaccia, ovvero ciò che di più  distante ci possa essere dalle necessità e dalla sensibilità dei nostri territori", conclude Anelli.

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