Il presidio dei lavoratori Grancasa a Nerviano (Foto: FIlcams Cgil Milano via Facebook)
in foto: Il presidio dei lavoratori Grancasa a Nerviano (Foto: FIlcams Cgil Milano via Facebook)

Si prospetta un'estate caldissima per i dipendenti del gruppo Grancasa. L'azienda, nata alla metà degli anni Ottanta e con 19 punti vendita sparsi in tutta Italia, ha annunciato 158 esuberi in tutta la Penisola, ultimo atto di una crisi che perdura da diverso tempo: già da quattro anni infatti i 650 dipendenti del gruppo hanno sottoscritto contratti di solidarietà, che sono però scaduti lo scorso marzo e non sono più stati rinnovati.  L'ulteriore crisi di liquidità annunciata dall'azienda, nonostante però la crescita del fatturato, ha portato alla decisione di licenziare 158 dipendenti. Molti di questi licenziamenti riguardano i lavoratori dei punti vendita presenti in Lombardia: 42 gli esuberi confermati nei punti vendita del Milanese a Pero (proprio al confine con il territorio comunale di Milano), Nerviano e Legnano, ma sono annunciati esuberi anche a Desenzano del Garda, nel Bresciano, dove Grancasa è presente con un'altra insegna che fa parte del gruppo "Il Mercatone".

La situazione esuberi nel Milanese

Nei punti vendita in provincia di Milano da giorni alcuni lavoratori stanno portando avanti una protesta contro il management dell'azienda, attraverso presidi e manifestazioni. In una nota la Filcams Cgil di Milano ha spiegato che la riduzione del personale potrebbe essere "una strategia probabilmente mirata a rendere l'azienda appetibile per una vendita. Ma come sempre – aggiunge il sindacato – il prezzo lo pagheranno le lavoratrici e i lavoratori". Nello specifico i licenziamenti annunciati nel Milanese riguardano il negozio di Pero (20 esuberi), quello di Nerviano (13 esuberi) e il punto vendita di Legnano (nove esuberi).

La politica si muove per scongiurare i licenziamenti

Per cercare di scongiurare i licenziamenti e trovare una soluzione a un problema che potrebbe riguardare centinaia di famiglie sono diversi gli esponenti politici che si sono mossi negli ultimi giorni. L'onorevole del Partito democratico Raffaella Paita sabato ha fatto visita al presidio dei dipendenti del punto vendita di Sarzana, in Liguria, dove sono stati annunciati 12 esuberi: "Non ci sono al momento proposte credibili in campo", ha poi aggiunto Paita alla Camera. Per quanto riguarda la situazione del Milanese, invece, è da registrare l'intervento del deputato della Lega Fabrizio Cecchetti e del consigliere regionale lombardo del Carroccio Simone Giudici: "Il Mise convochi a breve un altro tavolo istituzionale per la crisi Grancasa. C'è grande preoccupazione: i diversi tentativi finora messi in atto per trovare soluzioni alternative alle procedure di licenziamento collettivo non hanno portato buoni frutti", hanno scritto in una nota l'onorevole Cecchetti (che è anche commissario della Lega a Milano e vicecapogruppo vicario del Carroccio alla Camera) e il consigliere Giudici. "Servono iniziative urgenti per tutelare i livelli occupazionali del Gruppo, il futuro lavorativo e reddituale dei dipendenti coinvolti e, di conseguenza, il destino delle rispettive famiglie", aggiungono dalla Lega, spiegando di aver presentato al ministro Luigi Di Maio un'interrogazione, sottoscritta anche dal deputato della Lega Fabio Massimo Boniardi, e di aver promosso in Commissione Lavoro di Regione Lombardia un'audizione dei sindacati di Grancasa per il prossimo 10 giugno.