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L'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, è andato a casa di don Giorgio De Capitani per esprimere la sua solidarietà al sacerdote condannato lo scorso 11 novembre per diffamazione nei confronti del leader della Lega Matteo Salvini. La sentenza, ha commentato, don Giorgio sul suo sito, "è stata una “bomba” che ha scatenato anche un’apertura “provvidenziale” dagli aspetti diversi: dalla mia presa di coscienza che per certe battaglie politiche ed anche ecclesiali non occorre insistere perennemente sullo stesso metodo, ma che a una certo punto si deve cambiare tattica (mi sono già ripromesso di farlo, da subito, senza tuttavia cedere di un millimetro), fino ad assistere, quasi meravigliato, fortemente meravigliato, al risveglio di quella chiesa milanese, che negli anni passati ho combattuto, forse con troppa audacia, visto che man mano che il tempo passava il silenzio si intensificava come una cappa di piombo sulla mia residenza privatamente forzata".

Don Giorgio ha rivelato che lo scorso 14 novembre l'arcivescovo Delpini gli ha inviato un biglietto in cui lo informava della visita. Delpini, sostiene il sacerdote, "ha espresso esplicitamente con una visita personale la sua solidarietà nei miei riguardi. Non è difficile vedervi una scelta esplicita della Curia milanese, che ha preferito solidarizzare con un prete anti-salviniano nell’anima e nel corpo. Questa è la realtà dei fatti. Certo, si può discutere sulle mie supposizioni, ma è veramente difficile confutarle".

La curia precisa: "L'arcivescovo è andato a trovare un suo prete"

"L'arcivescovo è andato a trovare un suo prete, come fa con tanti altri", la precisazione della Curia di Milano alle affermazioni di don Giorgio sul suo sito. Don Giorgio è stato condannato per quattro post pubblicati tra marzo e ottobre 2015 con toni ritenuti diffamatori nei confronti di Matteo Salvini.