La targa rimossa (Foto dai profili Facebook di Luca Caputa e I sentinelli di Milano)
in foto: La targa rimossa (Foto dai profili Facebook di Luca Caputa e I sentinelli di Milano)

In piazza della Scala, a Milano, è sparita una targa in metallo che ricordava due pionieri delle unioni civili, Gianni delle Foglie e Ivan Dragoni. A denunciare l'episodio sono stati "I sentinelli di Milano", l'associazione laica e antifascista che si batte contro tutte le discriminazioni. Non è ancora chiaro se dietro la scomparsa della targa, assicurata all'aiuola centrale da catene e lucchetti, vi sia la disattenzione involontaria di qualche addetto alla manutenzione dell'area oppure un gesto di discriminazione, un atto di omofobia. Fatto sta che l'assessore alle Politiche sociali di Milano Pierfrancesco Majorino (candidato alle prossime Elezioni europee), ha assicurato che indagherà per fare luce sull'episodio.

La storia della targa (e dei due pionieri delle unioni civili)

La storia della targa è anche la storia di un'importante conquista civile del nostro Paese. Intervistato dalla testata "Open", il portavoce dei Sentinelli Luca Paladini ha spiegato che l'idea di mettere una targa in piazza Scala risale al 1992, quando l'allora consigliere comunale di Milano Paolo Hutter decise di celebrare simbolicamente dieci matrimoni tra coppie omosessuali proprio nella piazza dove affaccia Palazzo Marino, sede del Comune. Fu una cerimonia simbolica, che però diede risalto a una lunga lotta culminata con l'approvazione della cosiddetta Legge Cirinnà (la legge numero 76 del 20 maggio 2016). I presenti in piazza Scala nel 1992 promisero di ricordare l'occasione e il luogo con una targa quando le unioni civili tra persone dello stesso sesso sarebbero diventate legali: e così è avvenuto due anni fa. Le due persone ricordate nella targa, Gianni delle Foglie e Ivan Dragoni, sono stati due storici esponenti della comunità Lgbt milanese. Furono i primi a venire simbolicamente "uniti" da Hutter nel 1992. Delle Foglie dalla fine degli anni Ottanta fino alla sua morte (nel giugno del 2007) è stato l'animatore e il proprietario della prima libreria Lgbt di Milano: la storia col compagno Ivan Dragoni, docente di Scienze dell'alimentazione alla facoltà di Agraria e morto a giugno del 2010, è durata 26 anni.