La lotta contro il gioco d'azzardo del Comune di Milano si sposta dalle sale slot reali a quelle virtuali. Palazzo Marino sta infatti pensando di inibire il wi-fi pubblico per chi si vuole collegare ai siti di scommesse e di gioco. È una delle novità emerse durante il lancio della seconda fase del progetto "No slot", cofinanziato per un anno dalla Regione Lombardia. Nei nove Municipi della città saranno organizzati dei presidi fissi per sensibilizzare i cittadini sui rischi del gioco d’azzardo. Si parte giovedì 14 giugno con l’evento di apertura alle 18.30 in via Bellezza 16/a, presso il circolo Arci, associazione capofila del progetto insieme al Comune: "Il gioco d’azzardo – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Salute e Diritti Pierfrancesco Majorino – rappresenta un serio problema che va affrontato con decisione e con interventi che siano non solo correttivi, ma anche preventivi. Il progetto Milano No slot ha il pregio di perseguire entrambi gli obiettivi. Per questo, ci stiamo impegnando a trovare le risorse per proseguire questa importante iniziativa, se la regione non dovesse rifinanziarla".

Quattro le azioni progettuali previste nella seconda fase di "no slot": la prima è "Milano No Slot Ascolta", una help line che risponde al numero 3351251774, anche su Whatsapp e che fornisce aiuto ai giocatori patologici e informazioni in maniera riservata, gratuita e anonima: nel 2018 sono stati già 400 i contatti. La seconda iniziativa è "Milano No Slot accoglie e orienta", uno sportello di ascolto e orientamento rivolto alle famiglie dei giocatori e gestito con la collaborazione di Caritas, Ordine degli avvocati di Milano, Fondazione San Bernardino, Associazione AND Azzardo e Nuove Dipendenze e Fondazione Exodus. Tra le altre iniziative anche un progetto di ricerca attraverso il coinvolgimento di 4.300 studenti delle scuole milanesi, per studiare il fenomeno del gioco online nei giovani, e infine la sensibilizzazione sulla tematica e il coinvolgimento del territorio. Per portare avanti quest'ultimo punto verranno organizzati, da metà giugno in poi, una serie di appuntamenti per la presentazione del progetto nei nove municipi, una mostra dal titolo "Internet sei tu" e la proiezione di un cortometraggio realizzato da Omar Nedjari e girato in parte all’interno di Palazzo Marino, sede del Comune.

I numeri del gioco d'azzardo

Secondo le stime, a Milano sono circa 20mila i giocatori d'azzardo patologici: mille di loro sono in cura ai Sert. L'industria del gioco d’azzardo è la terza del Paese e vale il 4 per cento del Pil, pari a 96 miliardi, il valore delle giocate in Italia nel 2016, secondo i dati del Ministero dell’Economia. Nello stesso anno le perdite dei giocatori sono state di 19 miliardi. La dipendenza da gioco d'azzardo può essere un problema anche per i famigliari di chi ne è affetto: in una famiglia di giocatori la probabilità che un giovane diventi dipendente aumenta enormemente. Un altro aspetto critico è quello che riguarda i giochi online, accessibili anche via smartphone da parte dei più giovani (anche se tecnicamente sono vietati ai minori). Da qui l'ipotesi allo studio di inibire le reti wi-fi pubbliche per chi si collega per scommettere e giocare. L'altra misura che Palazzo Marino vuole introdurre è di sostituire nelle vicinanze del bingo, nel Municipio 6, le strisce blu con quelle gialle per i residenti, al fine di scoraggiare i giocatori patologici dal fermarsi. Nell'ottobre del 2014 l'allora giunta Pisapia era già intervenuta sul tema, riducendo gli orari di apertura di tutte le sale gioco.