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29 Aprile 2017
18:18

L’estrema destra sfida i divieti: centinaia di saluti romani al cimitero Maggiore di Milano

Centinaia di braccia tese nel saluto romano al campo X del cimitero Maggiore di Milano. I movimenti di estrema destra milanesi hanno aggirato i divieti di prefettura e questura, organizzando oggi, 29 aprile, una cerimonia per ricordare i caduti della Repubblica sociale italiana e i loro alleati nazisti seppelliti al Musocco. Lealtà Azione e CasaPound: “Non permetteremo alla sinistra di infangare i nomi dei nostri Caduti”. Schiaffo al sindaco Sala, che aveva detto: “Milano non sarà mai città dei saluti romani”.
A cura di Francesco Loiacono
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La cerimonia al Campo X del Cimitero Maggiore (dalla pagina Facebook di CasaPound)
La cerimonia al Campo X del Cimitero Maggiore (dalla pagina Facebook di CasaPound)

Centinaia di braccia tese nell'atto di compiere il "saluto romano" al campo X del cimitero Maggiore di Milano. I movimenti di estrema destra milanesi hanno aggirato i divieti di prefettura e questura, organizzando oggi, 29 aprile, una cerimonia per ricordare i caduti della Repubblica sociale italiana e i loro alleati nazisti seppelliti al Musocco. La cerimonia era stata vietata quattro giorni fa, in occasione del 25 aprile, dopo le tante polemiche sollevate da diverse organizzazioni antifasciste e dal sindaco Beppe Sala. Ma oggi, giornata simbolo per l'estrema destra (si ricordano le morti di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, gerarca fascista sepolto proprio al Maggiore), centinaia di militanti di Lealtà Azione-FederAzione e CasaPound hanno sfidato i divieti, producendosi in una manifestazione destinata a suscitare polemiche.

Sala aveva detto: "Milano non sarà città dei saluti romani"

Ironia della sorte vuole che proprio mentre al Musocco centinaia di persone tendevano le braccia nel saluto romano, il sindaco Beppe Sala fosse impegnato nelle due cerimonie istituzionali per ricordare Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi: il primo studente ucciso da Avanguardia operaia il 29 aprile del 1975, il secondo consigliere provinciale missino assassinato da Prima linea esattamente un anno dopo. Sala, che ha deposto corone di fiori (senza indossare la fascia tricolore), aveva detto: "Non è assolutamente ammissibile che il 29 aprile gruppi neo fascisti strumentalizzino questi eventi tragici per inscenare manifestazioni improntate all'odio e alla divisione. Milano non è né sarà mai la città dei saluti romani". Ma dalle organizzazioni di estrema destra è arrivato un vero e proprio "schiaffo" al sindaco.

In una nota su Facebook Lealtà Azione e CasaPound hanno scritto: "A seguito delle inutili ed ignobili polemiche sollevate dall'ANPI e dal Sindaco nei giorni precedenti al 25 aprile in merito alla commemorazione che, annualmente, si svolge a Campo X per ricordare gli oltre mille Caduti della RSI abbiamo deciso di ricordarli in un'altra data simbolo per le nostre Comunità. La decisione – prosegue la nota – è frutto del rispetto per i nostri Caduti che meritano di essere ricordati nel modo migliore e non secondo prescrizioni dettate da Istituzioni ostaggio dei soliti fomentatori d'odio. I nostri movimenti non hanno voluto prestarsi al circo mediatico che lasciamo volentieri a chi dei morti non ha il minimo rispetto. Abbiamo onorato e continueremo ad onorare e ricordare i nostri Caduti, a prescindere dai vergognosi e infami divieti che i soliti noti vorrebbero vedere imposti”.

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