La protesta dei rider davanti a Palazzo Marino
in foto: La protesta dei rider davanti a Palazzo Marino

Ancora una volta un rider, uno dei lavoratori della cosiddetta "gig economy", è rimasto vittima di un incidente stradale a Milano. L'ultimo episodio, come riportato dalla testata "Milanotoday", è avvenuto martedì sera all'incrocio tra via Segantini e via Darwin. La dinamica dell'incidente, avvenuto attorno alle 20.30, è ancora da accertare: due motorini si sono scontrati tra loro e, nell'impatto, una delle tre persone che si trovavano a bordo dei mezzi è rimasta ferita in modo serio. Si tratta di un fattorino di circa 30 anni dell'azienda Deliveroo, una delle tante che sono attive nella consegna di pasti a domicilio servendosi nella quasi totalità dei casi di lavoratori "a chiamata", senza contratti fissi. Il ferito è stato prima assistito dalle due persone che si trovavano sull'altro motorino e poi soccorso dal personale del 118, che lo ha trasportato in ambulanza al Policlinico in codice giallo. Le sue condizioni sono serie, ma non è grave.

Lo scorso 17 maggio un altro fattorino, che lavorava per un ristorante convenzionato con Just Eat, era rimasto vittima sempre a Milano di un incidente più grave nel quale aveva perso una gamba. Il ragazzo aveva perso il controllo del suo motorino a causa del pavè sconnesso, finendo sotto un tram e rimanendovi incastrato. Sebbene non fosse un rider a chiamata come gli altri, ma beneficiasse di un regolare contratto, il suo incidente aveva provocato la protesta dei tanti fattorini delle aziende di "food delivery" che da tempo chiedono maggiori tutele per il loro lavoro. I rider milanesi lo scorso 23 maggio avevano protestato davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Proteste simili ci sono state in tutta Italia: due giorni fa il neo ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha incontrato una delegazione di rider, definiti il "simbolo di una generazione senza tutele". Chissà se, prima dell'ennesimo incidente, le battaglie dei precari della "gig economy" riusciranno a coincretizzarsi in conquieste sulla strada dei diritti.