L’incidente che ha coinvolto il rider (Foto: Deliverance Milano)
in foto: L’incidente che ha coinvolto il rider (Foto: Deliverance Milano)

Incidente stradale e sul lavoro ieri sera a Milano, in corso 22 Marzo. Un rider di Glovo, una delle tante società che consegnano il cibo a domicilio, è stato investito da un'auto mentre si trovava sulla sua bici per consegnare il pasto ordinato da qualche cliente. L'incidente, secondo quanto riporta l'Azienda regionale emergenza urgenza, è avvenuto pochi minuti dopo le 22 per cause che dovranno essere accertate: sul posto, oltre a un'ambulanza e a un'automedica del 118, sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale per effettuare i rilievi del caso e ricostruire la dinamica del sinistro. L'unica persona rimasta ferita è il fattorino investito, un ragazzo di 20 anni: è stato soccorso dal personale medico e trasportato in ambulanza all'ospedale di Niguarda in codice giallo. Non è fortunatamente in pericolo di vita, anche se nell'incidente avrebbe riportato una sospetta frattura a una gamba.

Le polemiche dopo l'incidente: I rider restano scoperti, senza assicurazione

L'episodio ha alimentato nuove polemiche sulle mancate tutele per i cosiddetti "rider", lavoratori della "gig economy" che si trovano ad operare anche in condizioni difficili (come ieri, sotto la pioggia e con l'asfalto bagnato) senza adeguate coperture assicurative. E infatti dopo l'incidente è arrivato il commento di Deliverance Milano, collettivo che riunisce precari e fattorini del settore del food delivery: "La falcidia degli infortuni sul lavoro non riconosciuti continua", ha scritto Deliverance su Facebook, sottolineando come Glovo abbia un'assicurazione privata "che non serve a nulla il più delle volte perché bisogna essere ricoverati per 4 giorni in ospedale" affinché si venga rimborsati. "I rider restano sostanzialmente scoperti praticamente quasi la totalità delle volte – denuncia il collettivo – Il tutto nel nome del rischio d'impresa scaricato su chi consegna. Come la vogliamo chiamare questa situazione se non truffa legalizzata e ingiustizia sociale?".