I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte e sono ancora in azione per finire di spegnere l'incendio scoppiato ieri mattina all'interno di un capannone di rifiuti della Ggm a Codogno, nel lodigiano. I pompieri di Lodi, Casalpusterlengo, Piacenza, Cremona e Milano sono impegnati a smassare il materiale bruciato. Per cause ancora da accertare, le fiamme sono divampate all'interno della struttura che conteneva carta, gomma, vernici, solventi chimici ma anche autocarri e mezzi d'opera, pneumatici e Raee, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Arpa: Incremento di ammoniaca nell'aria non desta preoccupazione

Una nube di fumo nero si era levata in cielo, visibile in tutta la zona, provocando l'allarme dei residenti. Comune e protezione civile hanno consigliato di tenere le finestre chiuse nel raggio di un chilometro dal rogo. I primi rilievi dei tecnici Arpa avevano evidenziato un lieve incremento dell'ammoniaca nell'aria. In serata l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ha diffuso un secondo comunicato ufficiale per chiarire che "il lieve incremento dell'ammoniaca nell'aria, comunque, non ha destato preoccupazione". "Secondo le prime stime effettuate dall'Agenzia – si legge nel comunicato – si ipotizza che a bruciare siano stati rifiuti quali gomma, carta, plastica, solventi, vernici e oli minerali. Il magazzino distrutto dalle fiamme è autorizzato per stoccare un quantitativo di rifiuti non inferiore a 2000 metri cubi". Il gruppo specialistico di Arpa Lombardia "ha installato, in via precauzionale, un campionatore ad alto volume per il rilevamento delle diossine che sarà attivo fino alla completa risoluzione dell'emergenza".

Indaga la Procura di Lodi: Non esclusa l'ipotesi dolosa

La Procura di Lodi indaga per chiarire le responsabilità per l'incendio di Codogno. Un fascicolo sul materiale stoccato nel capannone era già stato aperto un mese fa, dopo che un controllo di Arpa aveva evidenziato irregolarità. "Vogliamo tra l'altro capire le cause dell'incendio in corso e perseguire immediatamente i responsabili", ha spiegato il procuratore di Lodi Domenico Chiaro, che non esclude l'ipotesi dolosa. L'area è stata sequestrata per consentire lo svolgimento delle indagini.