È sempre più difficile uscire dalla povertà. È forse questo, più che i numeri, il dato più negativo che emerge da una ricerca condotta sulle 1.247 strutture caritative partner di Banco Alimentare in collaborazione con Altis, l'Alta scuola impresa e società dell'Università Cattolica. I risultati della ricerca dicono che in Lombardia sono 670mila le persone in condizioni di povertà assoluta, pari al 6,7 per cento della popolazione. Di queste 130mila sono minori. Un povero lombardo su due è italiano, uno su quattro vive a Milano, il 26 per cento del totale regionale. Il Banco alimentare assiste un povero su tre e un minore povero su due: 65.765 in tutta la regione e 13.855 a Milano. la prima causa della povertà è la mancanza di lavoro: ma al Banco alimentare si rivolge anche chi un lavoro ce l'ha, ma non dispone di un reddito sufficiente al fabbisogno familiare: sono i cosiddetti "working poors". Altro fattore che riduce le persone in condizioni di povertà è costituito dai divorzi e dalle separazioni.

Chi scivola sotto la soglia della povertà, nonostante i segnali di ripresa economica, fatica sempre di più a uscirne. A cercare di dare loro una mano sono strutture come il Banco alimentare, che di fronte però a numeri consistenti rischiano di entrare in crisi. Lo scorso anno, ad esempio, Banco Alimentare ha recuperato e raccolto 18.711 tonnellate di alimenti attraverso 1.247 strutture caritative convenzionate, segnando un incremento del 23 per cento rispetto all'anno precedente. Nonostante ciò, però, il 54 per cento delle strutture ha faticato a rispondere ai bisogni alimentari degli assistiti. In totale sono stati 37,4 milioni i pasti donati a 209.404 persone in stato di bisogno, pari a 102.500 pasti ogni giorno in Lombardia. Ma l'anno appena passato è stato importante anche per un altro fattore: per la prima volta il cibo salvato dallo spreco e recuperato dalla filiera agroalimentare, dalle produzioni agricole, dall'industria, dalla grande distribuzione organizzata e dalla ristorazione collettiva, pari al 58 per cento del totale degli alimenti distribuiti, ha superato in percentuale quello raccolto con donazioni, cioè aiuti dall'Unione europea, collette aziendali e giornata nazionale della colletta alimentare.