Il bollettino relativo all'emergenza coronavirus in Lombardia di oggi, martedì 2 giugno. Il totale dei casi positivi dall’inizio della pandemia a oggi è arrivato a 89.205 con 187 nuovi casi nelle ultime 24 ore sui 8.676 tamponi effettuati, per un rapporto positivi/tamponi del 2,2 per cento. In totale i tamponi effettuati in Lombardia ammontano a 766.122. Cala di 606 unità il numero degli attualmente positivi al virus, ora pari a 20.255. In calo anche i pazienti ricoverati in terapia intensiva (sono 166, uno in meno rispetto a ieri), e di quelli ricoverati con sintomi più lievi in ospedale (sono 3.021, in calo di 64). In aumento invece il numero di pazienti guariti e/o dimessi (52.807, in aumento di 781). Frena anche il dato sui decessi: sono 12 i morti registrati da ieri per un totale complessivo che è ormai arrivato a 16.143 dall'inizio della pandemia, almeno per ciò che riguarda i dati ufficiali.

I contagi nelle province lombarde

La provincia più colpita della Lombardia resta quella di Milano, dove sono arrivati a 23.139 i casi accertati (+45). A Milano città l'incremento è stato di 12 casi, per un totale di 9.808. A Bergamo i casi sono complessivamente 13.388 (+14), a Brescia 14.810 (+36), a Como 3.880 (+26). In provincia di Cremona ci sono 6.464 casi (+3), in provincia di Lecco 2.751 (+6), mentre in provincia di Lodi i casi totali sono 3.476 (+2). A Mantova 3.365 (+8), in provincia di Monza e Brianza 5.528 (+7), a Pavia 5.362, in aumento di 23, a Sondrio 1.468 (+ 4) e a Varese 3.632, con un incremento di 10 contagi nelle ultime 24 ore.

Mattarella a Codogno: Ricordo vittime e solidarietà a famigliari e comunità

In occasione del 74esimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato a Codogno per commemorare le vittime della pandemia. Ecco un passaggio del discorso del Capo dello Stato:

Da Codogno vogliamo ribadire i valori della Costituzione, ricordando i concittadini morti per il Covid e rinnovando solidarietà a famigliari e comunità. Questi vuoti sono ferite che possiamo tentare di ricucire soltanto con il ricordo. Ricordandoli tutti. Questa visita assume anche i significato di auguri a coloro che stanno lottando per guarigione, e mi consente di rinnovare la riconoscenza della repubblica a quanti si sono prodigati per curarli e assisterli senza domandarsi chi fossero, senza chiedere da dove venissero e che idee professassero. Non va dimenticato quanto hanno fatto con generosa abnegazione tutti i rappresentati del personale sanitario che ha contrastato l'epidemia. Molti sono rimasti vittime del loro senso del dovere".