Beppe Sala alla manifestazione in piazza Scala a Milano (LaPresse)
in foto: Beppe Sala alla manifestazione in piazza Scala a Milano (LaPresse)

Migliaia (per gli organizzatori tremila) di persone si sono trovate ieri sera in piazza della Scala, a Milano, per una manifestazione organizzata dal Pd e da una cinquantina di associazioni (Acli e terzo settore) per protestare contro le politiche del governo. L'hashtag dell'evento era emblematico: uniti. Unità del centrosinistra in vista della sfida delle Europee, che è stato uno dei temi affrontati durante la manifestazione, ma anche unità nell'opposizione al governo giallo-verde targato Lega e Cinque stelle. A infiammare i presenti è stato soprattutto l'intervento del sindaco di Milano, Beppe Sala. Il primo cittadino ha parlato delle questioni più urgenti, tra cui gli effetti del Decreto sicurezza sui migranti. Sala ha assicurato che restituirà "in qualche modo" ai migranti quei diritti che verranno tolti loro, anche se ha ribadito che la strada non sarà quella della disobbedienza civile, seguita da altri colleghi come Leoluca Orlando a Palermo, ma una "via legale", anche se comporterà un aggravio in termine di costi.

Proprio di costi ha parlato poi il sindaco in relazione alla manovra economica varata dal governo, già attaccata in altre circostanze. Secondo Sala per i Comuni ci saranno circa 50-60 milioni di euro in meno. Un taglio che potrebbe portare le amministrazioni a dover alzare le tasse o ad agire sui servizi, riducendoli. Sala ha detto che non interverrà sulle tasse: di conseguenza (come aveva già anticipato sempre nella giornata di ieri) molto probabilmente saranno sacrificati i servizi: "Da buon padre di famiglia devo far quadrare i conti", ha detto, dicendosi rammaricato per un eventuale taglio dei servizi che hanno reso Milano (per la classifica del Sole 24Ore) la città più vivibile d'Italia.

Gli appelli al Pd

In una manifestazione politica non poteva mancare la politica, a cui Sala ha riservato l'ultima parte del suo intervento. Alzando sempre di più i toni il sindaco ha chiesto al Pd di conoscere "subito, e non dopo le primarie" il nome dei candidati alle Europee. Ha poi auspicato una rinascita della sinistra e "un’idea diversa di società" proprio da Milano: "Io voglio essere parte di una politica che vince, non che perde. Noi della sinistra dobbiamo cambiare, trovare un nuovo pensiero perché oggi chi governa apparentemente ha saputo interpretare dei bisogni che erano latenti", ha detto il sindaco. Che ha chiuso con ottimismo: "Noi possiamo tornare, con grande orgoglio, a governare questo paese. Andate a casa sereni e felici, e dite a tutti che noi ci siamo"